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Sono stati quasi un milione gli interventi di ristrutturazione sulle case degli italiani, da quando nel 1998 è entrata in vigore la legge che consente il recupero fiscale sui lavori effettuati. Per la precisione 830.586 interventi che hanno riguardato soprattutto i condomini, ma anche le singole abitazioni. Questi i dati raccolti da Anse e Assoedili, le due associazioni di categoria della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato). Nell’eseguire i lavori sulla propria casa, spiega la ricerca, gli italiani hanno speso mediamente 50 milioni di lire, accordando una preferenza soprattutto agli interni (pavimentazioni, opere murarie, ecc.), ma senza trascurare gli esterni, con rifacimenti di facciate e opere di tinteggiatura. Una parte minore di interventi, circa il 20%, ha riguardato poi la sostituzione degli impianti energetici (caldaie, radiatori, doppi infissi) e quelli elettrici. Con il 2001, e grazie all’estensione delle agevolazioni previste dall’ultima finanziaria, sono stati oggetto di intervento anche i sistemi di allarme e i dispositivi antiintrusione. Gli interventi di ristrutturazione hanno riguardato soprattutto edifici dei centri storici o a immediato ridosso di questi, ma anche zone residenziali e condomini di edilizia popolare. |