|
I sindacati degli inquilini chiedono maggiori garanzie per chi già abita negli immobili pubblici che andranno presto sul mercato. Il piano del Governo e' infatti quello di presentare in settembre un emendamento al ddl dei 100 giorni per accelerare la dismissioni degli immobili pubblici. Si punta ad anticipare con una cartolarizzazione gli incassi delle vendite che saranno realizzate coinvolgendo anche gli immobili delle società ancora controllate dal Tesoro. Il segretario generale del Sunia Luigi Pallotta sottolinea la necessità di ''mantenere inalterate'' le garanzie normative accordate agli inquilini nella prossima tornata di vendite del patrimonio immobiliare pubblico che avverrà attraverso la cartolarizzazione. ''L'uso di strumenti finanziari diversi da quelli usati fino ad oggi - afferma Pallotta - e' benvenuto se oltre all'obiettivo di far cassa per lo Stato si mantengono inalterate le garanzie normative previste per gli inquilini. Non vorremmo - sottolinea Pallotta - che con la vendita del patrimonio di ferrovie, Demanio, etc. si ponesse un precedente per cambiare le regole in corsa anche per la dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali''. Contemporaneamente le RdB, le Rappresentanze di base del pubblico impiego, lanciano l'allarme: con la prevista vendita degli immobili degli enti ''si e' scatenata la guerra tra cooperative e società immobiliari ambedue tese ad accaparrarsi l'ingentissimo valore finanziario''. E questo ''sempre a scapito degli inquilini e dei lavoratori che con la loro contribuzione previdenziale hanno costituito tale patrimonio''. Le Rdb sottolineano che ''la vendita del patrimonio immobiliare deve interessare esclusivamente gli inquilini eventualmente temporaneamente consorziati per l'acquisto dell'invenduto''. La vendita inoltre può avvenire ''solo dopo l'attivazione di un reale ed efficacie controllo da parte degli uffici tecnici degli enti previdenziali che si devono riappropriare di tutte le competenze con il tempo cedute a società private di gestione''. Il ricavato della vendita - infine - ''deve tornare nelle casse degli enti e non essere assolutamente utilizzato in modo strumentale per coprire il deficit dello Stato, cosa che attiene alla fiscalità generale e non può essere accollato alla sola categoria dei lavoratori dipendenti”.
(fonte:Miaeconomia) |