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POLITICA DELLA CASA, QUALCOSA SI MUOVE?



In Italia è da almeno 20 anni che non si è più fatto un piano nazionale per la casa. A ricordarlo, sottolineando la necessità che “lo stato si occupi anche di quel 25% di italiani che non hanno una casa di proprietà”, è stato ieri il ministro dei Lavori Pubblici Nerio Nesi. “Senza una politica di proprietà pubblica - ha ammonito il ministro uscente presentando il bilancio del suo unico anno di attività a capo dei Lavori Pubblici- questo problema non si risolverà”. Purtroppo, ha aggiunto Nesi, “questo e' un problema che lascio al mio successore, anche se su questo punto, ha sottolineato ricordando la recente approvazione della legge sul disagio abitativo, “il ministero ha cercato in questo anno di ridare allo stato il suo ruolo sociale”. L'Italia, ha ricordato ancora Nesi, e' il paese europeo con il più alto numero di proprietari di case. “Ma anche se il 75% degli italiani possiede un'abitazione di proprietà - ha detto - e' un dovere dello stato pensare a quelli che non ce l'hanno e soprattutto ai 5 milioni di italiani che vivono in povertà e che non hanno i mezzi nemmeno per pagare un affitto ai prezzi di mercato”. Ed è per conto del popolo dei proprietari di case che la Confedilizia detta al prossimo governo le tre priorità nel settore abitativo. Al centro dell’azione di governo dovrà esserci l’abolizione immediata dell’Ici e l’introduzione di un’imposta comunale unica basata sui redditi dei fabbricati, nonché di una tassa sui servizi da corrispondersi da parte degli utilizzatori. La seconda priorità è fare piazza pulita del libretto casa previsto dal disegno di legge del governo D’Alema. Secondo l’associazione della proprietà edilizia si tratta di un balzello inutile, che servirà solo a gonfiare le tasche dei professionisti del settore (imprese di costruzione e ingegneri), senza migliorare più di tanto la sicurezza del patrimonio abitativo. La terza priorità in agenda è l’attribuzione anche ai giudici di pace della competenza a giudicare in materia di contributi di bonifica, attualmente riservata ai tribunali anche per importi minimi. Ciò impedisce ai contribuenti di accertare se il contributo loro richiesto sia dovuto o meno. Per il programma di governo nei primi 100 giorni, sono due le richieste di Confedilizia: l’abolizione dell’obbligatorietà della richiesta di autorizzazione edilizia per qualsiasi tipologia di lavori all’interno di immobili non vincolati e la sospensione del contributo unificato di iscrizione a ruolo delle cause, che dal 1 luglio porterebbe, fra l’altro, a un notevole aggravio per l’accertamento dei diritti dei proprietari nelle cause di finita locazione e condominiali.

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