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MULTE E SALASSI SE L'ACQUA È FUORI LEGGE Decreto legislativo 31 del 2001

Quest'obbligo, previsto dal decreto legislativo 31 del 2001 sulla qualità dell'acqua potabile, riguarda solo i parametri dopo il punto di consegna dell'acqua, identificato nel contatore. La responsabilità della qualità dell'acqua prima del contatore, infatti, spetta al gestore dell'acquedotto. Lo rende noto l'Unione Consumatori, che osserva come le modalità di adempimento di quest'obbligo rimangano un ''mistero''. ''Tra un po' di tempo - afferma l'associazione - potrà succedere che un ispettore dell'Asl entri in condominio e, munito di apposite provette, prelevi un po' d'acqua potabile in punto qualsiasi dopo il contatore condominiale. Se, dopo le analisi, scopre ad esempio una percentuale di benzene superiore a un microgrammo per litro, l'amministratore di condominio potrà essere multato fino a 30 milioni''.
Le aziende acquedottistiche, infatti, in base al decreto 31, sono escluse da ogni responsabilità dopo il contatore, che in questo senso costituisce uno ''spartiacque''. Per l'Unione Consumatori, però, non e' chiaro come l'amministratore di condominio possa provvedere al controllo dei parametri dell'acqua. ''Di certo - osserva l'associazione - l'amministratore di condominio non può far analizzare l'acqua del palazzo tutti i giorni e dovrà arrangiarsi''. Ma per l'Unione Consumatori non e' neanche chiaro in che modo l'amministratore dovrà far rimuovere la sostanza inquinante dall'acqua (un obbligo che sarà stabilito dalla stessa Asl). Quest’ultimo problema, secondo l'associazione, si aggrava se si considera che sono cambiate le disposizioni relative ai parametri, che per quanto riguarda gli inquinanti prevedono concentrazioni massime ammesse e parametri indicatori. ''Gli inquilini, in ogni caso - aggiunge - devono essere avvertiti del fatto e consigliati sui comportamenti da adottare''.
Le aziende associate a Federgasacqua, in ogni caso, si dicono disposte a ''sgravare'' l'amministratore di condominio dai compiti di controllo della qualità dell'acqua ed in generale ad offrire ai condomini i servizi post-contatore. Pongono però delle condizioni, e cioè ''l' emanazione di una norma che riconosca tali servizi, o con una variazione delle tariffe o con il pagamento delle singole prestazioni''. In questa direzione, del resto, si sono già organizzate aziende come l'Acea, che con la formula ''Voinoi'' garantisce prestazioni di vario tipo (dagli interventi sull'impianto idraulico a quello elettrico) a prezzi calmierati. La legge 31, comunque, non attribuisce responsabilità solo all'amministratore di condominio, ma allo stesso proprietario dell'abitazione. Questo e' responsabile per il tratto di tubature interne al suo appartamento. Secondo il direttore generale di Federgasacqua, comunque, il decreto legislativo 31 ha un fondamentale limite. ''Questo provvedimento - afferma Drusiani - non prevede i controlli sul tratto di tubature che precedono il contatore condominiale''.

(fonte: Miaeconomia)

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