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20 MILA ASCENSORI A COLLAUDO ENTRO GIUGNO

Prepariamoci a fare le scale a piedi. Entro fine giugno, tutti gli ascensori installati entro il 30 giugno 1999, ancora non omologati, dovranno conseguire la certificazione di conformità dell’Ispesl o di un organismo equivalente. Il problema è che in tutta Italia gli impianti ancora da collaudare sono circa 20 mila, e secondo le associazioni del settore è difficile pensare che l’ente di controllo riesca a smaltire l’arretrato in poche settimane. Allo scoccare del 30 giugno, anche se il condominio ha presentato regolare domanda di omologazione dell’impianto, gli ascensori non ancora testati diventerebbero fuorilegge e per loro la situazione si farebbe più complessa, con la necessità di una messa a norma ancora più farraginosa. E’ per questo che le associazioni di settore propongono uno slittamento dei termini, almeno fino alla fine del 2001, tenuto conto anche del fatto che negli ultimi 5 mesi non si sono effettuati collaudi. Ma per quale motivo ci sono ancora tanti ascensori installati senza collaudo? Le cause sono sostanzialmente due: da un lato la macchinosità della procedura, che prevede la presentazione della domanda al Comune per l’installazione dell’impianto e poi il successivo collaudo da parte dell’Ispesl. Dall’altro, l’insufficiente organico di questo ente, rispetto al boom di richieste determinato dall’impennata di nuove costruzioni nei decenni passati. Ma che succede se i condomini usano un ascensore non collaudato? Sono previste delle multe, fino ai due milioni, e i proprietari si assumono gravi responsabilità civili se non penali (in caso d’incidente). Cosa succederà se non si riuscirà ad avere il collaudo entro la scadenza del 30 giugno? Oltre al fatto che l’impianto non potrà esser usato, pena i rischi sopra ricordati, si aggiunge un’ulteriore problema. Per tutti gli impianti che alla data del 30 giugno 2001 non risulteranno collaudati, sarà necessaria la conformità alle direttive europee, che prevedono una serie di requisiti di difficile e costosa attuazione: dall’obbligatorietà del telefono in cabina per le emergenze, alla connessione con una centrale operativa attiva 24 ore su 24, fino a requisiti “dimensionali” come la distanza minima di 1 metro tra cabina e soffitto del vano ascensore.

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