I servizi

in collaborazione con:

  

Altri servizi

Contratti, tabelle, calcoli, indicazioni semplici e utili in campo residenziale. 
 

UN CONTRATTO CONVENIENTE....

Forse tutti non lo conoscono, ma la riforma attuata dalla legge 431/98 garantisce agli studenti condizioni favorevoli per alloggiare nelle città ove si recano a studiare.

Un appartamento ben arredato, dove poter dormire e studiare in santa pace, e a un prezzo abbordabile. Non è un sogno, ma la possibilità offerta agli studenti universitari da una particolare tipologia di contratti d’affitto prevista dalla legge di riforma delle locazioni. Gli estensori della 431/98, la legge che ha rivoluzionato il regime delle locazioni soppiantando il vecchio “equo canone”, hanno pensato anche alle migliaia di studenti fuorisede che ogni anno si riversano nelle piccole e grandi città sede di corsi universitari. E dato che all’inizio del nuovo anno accademico mancano ormai pochi mesi, è bene dare un’occhiata in profondità alla normativa. A tre anni di distanza dall’entrata in vigore, il nuovo contratto di locazione è ancora poco conosciuto, e a farla da padrone sono tuttora i canoni in nero e gli affitti abusivi. Ma è un peccato, perché questa tipologia di contratti offre vantaggi sia ai proprietari sia agli inquilini. Vediamone insieme le caratteristiche: Con il contratto per universitari è possibile concedere in affitto l’appartamento anche per brevi periodi (da un minimo di 6 mesi a un massimo variabile da città a città) pur restando in regola con la legge: la durata complessiva può però raddoppiare perché alla scadenza si intende tacitamente rinnovato, se gli studenti non danno la disdetta. Ulteriore vantaggio per i proprietari è quello delle agevolazioni fiscali: si ha diritto a una detrazione dall’Irpef del 40,5% anziché del 15%, l’imposta di registro viene decurtata del 30%, e l’Ici viene alleggerita in proporzioni che variano da Comune a Comune. Ad esempio a Roma, una delle città dove la presenza di studenti fuorisede è più massiccia, l’Ici agevolata nel 2000 è stata fissata al 4,9%, uno sconto di 0,6 punti percentuali rispetto all’imposta ordinaria (in altre città la riduzione è più consistente). Per gli inquilini il vantaggio è duplice: da un lato la garanzia di un contratto registrato, dall’altro la possibilità di godere di un appartamento a canoni inferiori a quelli del mercato “nero”. Ma a quanto ammonta il canone di locazione? Ebbene, qui il discorso si fa più complicato, perché il canone varia da città a città a seconda degli accordi raggiunti in ogni località tra sindacati degli inquilini e associazioni degli universitari e della proprietà edilizia. In certi casi, ad esempio a Roma, non si è raggiunto un accordo unitario ed esistono addirittura due contratti-tipo per studenti. In ogni caso, il canone giusto si calcola attraverso le griglie sindacali, che stabiliscono per ogni quartiere i valori minimi, medi e massimi. All’interno di ogni fascia di oscillazione, il canone si determina in base alle caratteristiche del palazzo e dell’appartamento, con un sovrapprezzo se l’alloggio viene fornito arredato.

info@mycase.it » Iniziativa editoriale Naytes » Via Emilia all'Angelo, 33/d - 42124 Reggio Emilia » Tel. 0522/308342 » P. IVA: 01941930354 » Privacy Policy » Powered by Medianet » Mappa del sito