Continua l'abusivismo in Italia
E' solo una coincidenza di date, certo. Eppure è significativo che la presentazione del Rapporto Ecomafie 2005 di Legambiente sia avvenuta nello stesso giorno della scadenza per il pagamento della seconda rata del condono edilizio.Un 'mostro', quello del condono, contro cui l'associazione ambientalista combatte da tempo. Ma anno dopo anno, le cifre esposte nel voluminoso rapporto di Legambiente non lasciano molte speranze a chi lotta per la salvaguardia dell'ambiente. E anche quest'anno, oltre al business dei rifiuti e alle mille altre emergenze ambientali del Belpaese, il rapporto è tornato ad occuparsi dell'abusivismo edilizio.
"Oggi in Italia ci sono 32 mila cantieri illegali aperti: entro fine anno avremo altrettante nuove case interamente abusive. E sono 61 mila quelle già tirate su da zero negli ultimi due anni," ha accusato Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, informando i ministri dell'Economia e dell'Ambiente sui risultati del Rapporto.
E di pari passo cresce anche il numero dei clan dell'ecomafia: sono oggi 194, ovvero 25 in piu' rispetto al 2003. Un aumento di "famiglie" quasi tutte interessate ai guadagni che ruotano intorno al mattone grazie anche alla ripresa di questo fenomeno stimolata dall'ultimo condono edilizio: l'abusivismo e' infatti cresciuto ancora (+ 3,6% nel 2004).
"Questo governo che non sembra in grado di far ripartire l'economia del paese - ha continuato l'esponente della Margherita - ha saputo invece rilanciare egregiamente il mercato del mattone illegale".
Alla luce di questi dati - ha aggiunto - sono ancora piu' inquietanti le voci di una circolare esplicativa della legge sul condono edilizio, che mirerebbe ad estenderne la portata.
Il riferimento è alle indiscrezioni riportate nei giorni scorsi dal Sole 24Ore, secondo cui il ministero delle Infrastrutture avrebbe allo studio una circolare che amplierebbe i termini interpretativi ed esecutivi del condono, in sostanza allargandolo anche agli abusi edilizi commessi nelle aree sottoposte a vincoli naturali e ambientali.
Realacci, che ha presentato al riguardo un'interrogazione parlamentare, chiede ai ministri dell'Economia, dei Trasporti, dei Beni culturali e dell'Ambiente di "far conoscere cosa sta accadendo attorno ad una misura, il condono edilizio, che ha già colpito duramente il territorio italiano".
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente della commissione Ambiente del Senato, Sauro Turroni: "da tempo si conosceva l'intenzione del Governo di riaprire i termini per il condono nelle aree tutelate. Da tempo si sapeva che, attraverso una circolare, lo avrebbe riproposto. E adesso questa è puntualmente arrivata".
Secca la smentita del diretto interessato: "è impossibile sanare gli abusi nelle aree vincolate," ribadisce il ministro delle Infrastrutture in una nota. "La circolare interpretativa della legge sul condono edilizio predisposta dal mio Dicastero per quanto riguarda le aree ed i fabbricati sottoposti a vincolo - replica Pietro Lunardi - ribadisce quanto già affermato dalla legge stessa, e cioè l'assoluta impossibilità di sanare gli abusi".
