Mercato immobiliare: il boom prosegue anche nel 2002.
La crescita record del mercato immobiliare italiano non dà segni di cedimento. Anche nei primi mesi del 2002 il mattone sembra confermare la tendenza allo sviluppo che aveva iniziato a manifestarsi a partire dalla seconda metà del '98. E' quanto emerge dal primo rapporto 2002 dell'Osservatorio Nomisma sul mercato immobiliare, presentato ieri a Bologna. Il dinamismo del mattone italiano si è tradotto in consistenti rialzi dei prezzi sull'intero territorio nazionale, che hanno interessato tutti i comparti del mercato.
I dati preliminari diffusi dall'istituto di ricerca bolognese tracciano un quadro dominato da una notevole uniformità dei parametri fondamentali del mercato (tempi medi di vendita, rendimenti o sconti praticati sui prezzi richiesti) sia nelle piazze principali che in quelle periferiche.
I tassi di crescita dei prezzi fanno però emergere una differenza: i mercati secondari, ossia gran parte delle province, sono stati investiti con minore intensità dal precedente ciclo immobiliare riflessivo – quello iniziato grosso modo nel biennio 1991-92 - al punto che, mentre i mercati delle maggiori aree urbane del paese devono ancora recuperare in termini di valori reali i livelli di inizio ciclo, quelli relativi alle città di provincia hanno recuperato tali livelli già dal 1996.
Gli altri indicatori che confermano la fase di sviluppo attraversata dal ciclo immobiliare italiano sono: la crescita del numero di compravendite di abitazioni, che si stima abbiano raggiunto, a fine 2001, il numero record di 735 mila unità vendute (con un aumento del 7% rispetto al 2000), la riduzione dei tempi di vendita, scesi oggi a poco più di tre mesi su tutto il territorio nazionale (a Milano arrivano addirittura a 2,2 mesi), l'aumento delle erogazioni dei mutui (a parità di numero di mutui accesi), l'ulteriore crescita, seppure più contenuta rispetto agli ultimi anni, degli investimenti in costruzioni (+1,9% a fine 2002, per il Cresme, +2,3 secondo l'Ance).
A conferma del dinamismo del settore immobiliare italiano è possibile citare la continua crescita degli investimenti diretti stranieri (cross border), che oggi superano la cifra record di 1,2 miliardi di Euro, il consolidamento dei fondi immobiliari di diritto italiano, il cui patrimonio complessivo si avvicina ai 3 miliardi di euro (con eccellenti prospettive di crescita legate all'imminente regolamento d'attuazione della legge 410/2001), nonché la più ampia privatizzazione immobiliare mai realizzata (anche a livello internazionale), costituita dall'alienazione di proprietà degli enti previdenziali pubblici, che tra programma ordinario e straordinario ha portato nelle casse dello Stato oltre 1,6 milioni di euro.
Per i prossimi mesi del 2002 Nomisma prevede il proseguimento dell'attuale congiuntura favorevole, sia per quanto riguarda l'espansione delle transazioni, sia per la dinamica dei valori, con incrementi nominali nelle quotazioni per il primo semestre 2002 quantificabili in un +4,1% per le abitazioni, +3,3% per gli uffici e +5,9% per i negozi.
(fonte Miaeconomia)
