Dubbi sull’Ici? Chiedete solo al Comune
Chiarita finalmente una volta per tutte la questione riguardo chi debba essere – il Fisco o il Comune – il soggetto al quale il contribuente può rivolgersi per inoltrare un’istanza di interpello su una problematica in materia di Ici al fine di ottenere la risposta, vincolante, oppure il silenzio-assenso.
Il dubbio è stato risolto da un’apposita risoluzione dell’Ufficio del federalismo fiscale del Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell’Economia e delle finanze che, una volta ricevuta un’istanza di interpello in materia di imposta comunale sugli immobili, ha precisato come nel caso in cui l’istanza riguardi l’applicazione di disposizioni normative dettate in materia di tributi locali, la competenza a decidere è attribuita esclusivamente all’ente locale, in quanto titolare del potere impositivo dell’imposta comunale sugli immobili e del potere di accertamento della stessa.
Peraltro, visto che l’istanza di interpello permette al contribuente di vincolare l’ente impositore all’interpretazione fornita con la risposta, è il Comune ad essere tenuto a comunicare al contribuente la linea interpretativa adottata alla quale sarà obbligato nella successiva fase di accertamento del tributo, oppure a subire il comportamento prospettato dal contribuente nel caso in cui si formi il silenzio-assenso per i 120 giorni successivi alla presentazione dell’istanza.
Ne consegue, dunque, che nessun ufficio dell’Amministrazione finanziaria ha titolo per rispondere a istanze di interpello concernenti l’imposta comunale sugli immobili: pertanto, né un ufficio delle entrate né, men che meno, un ufficio centrale quale il Dipartimento per le politiche fiscali.
Nel caso in cui, quindi, il contribuente inoltri per errore una richiesta di parere di questo genere al Fisco – lo ripetiamo, sia che giunga agli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sia all’Agenzia delle Entrate sia all’Agenzia del territorio – la richiesta stessa sarà inoltrata all’ente locale titolare del potere di gestione dell’imposta e, comunque, verrà data notizia di tale “trasferimento” al contribuente che ha inoltrato il plico all’ufficio errato.
Fonte:Miaeconomia.it
