Case enti: disaccordi nella maggioranza.
Prosegue l'iter parlamentare della proposta di legge sui contratti di locazione degli enti presentata dal vice presidente della Camera Publio Fiori.Nel corso del dibattito in sede di Commissione lavori pubblici gran parte dei rappresentanti dell'opposizione si è dichiarata a favore della proposta chiedendo che venga discussa e approvata in tempi stretti, mentre la maggioranza ha mostrato spaccature al suo interno: Forza Italia, Lega e alcuni esponenti di An hanno sollevato perplessità e chiesto un rinvio per maggiori approfondimenti.
La proposta di legge, che reca il titolo ''Modifiche alla normativa sui contratti di locazione degli enti", interviene nel merito della legge 431 del 1998 sul regime delle locazioni, che aveva dato ai grandi enti previdenziali e alle compagnie assicurative la possibilità di richiedere ai loro affittuari qualunque tipo di aumento, anche fino al 150%, pena la disdetta del contratto di locazione
Con l'obiettivo di rafforzare la debole posizione contrattuale dei conduttori, la proposta di legge stabilisce un sistema di controllo per i canoni di locazione, in modo da contemperare gli interessi degli inquilini e degli enti padroni di casa.
Gli affitti sarebbero così definiti sulla base degli accordi integrativi locali tra proprietari e inquilini, già previsti dalla legge del 1998.
I rappresentanti della maggioranza in seno alla Commissione lavori pubblici vogliono vederci chiaro e hanno quindi chiesto al Governo di dare un quadro complessivo sul patrimonio degli enti previdenziali o degli istituti assicurativi che hanno proceduto a privatizzazioni, anche alla luce degli sfratti generalizzati nei confronti degli inquilini che abitavano in immobili non più destinati alla locazione.
''Ritengo che la tutela degli inquilini contro gli eccessi e l'arroganza degli enti - ha commentato Publio Fiori - sia un compito della politica e un dovere del Parlamento. Poiché esiste una maggioranza trasversale favorevole a questa proposta, chiederò che al più presto si concluda la fase della discussione e si vada direttamente al voto in modo che ciascun gruppo si assuma, alla luce del sole, le proprie responsabilità nei confronti degli inquilini costretti a scegliere tra il rilascio dell'abitazione e aumenti impossibili del canone di locazione".
