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Il mattone primeggia

A differenza di altri cicli recessivi, questa volta il rallentamento dell'economia globale non ha coinciso con una flessione del mercato immobiliare. Al contrario, negli ultimi anni i prezzi delle abitazioni sono schizzati in alto in quasi tutte le maggiori economie del pianeta.
E questo per un motivo molto semplice: il rallentamento dell'economia questa volta non ha avuto risvolti sul fronte dell'inflazione, quindi le banche centrali sono state libere di agire sui tassi d'interesse tagliandoli a più riprese per stimolare l'economia. E tassi più bassi vuol dire mutui più facili.
Secondo un'indagine pubblicata dal settimanale inglese The Economist, in gran parte delle economie avanzate gli indici del settore immobiliare sono cresciuti ad un ritmo che non si registrava dalla fine degli anni 80, con l'unica eccezione della Germania e del Giappone, dove lo scorso anno i prezzi reali al netto dell'inflazione sono scesi. Nel 2001 il valore medio nominale delle abitazioni negli Usa è aumentato del 9%, nel Regno unito del 10,5%, in Italia siamo attorno all'8%.
Il caso più eclatante è quello iberico: negli ultimi 21 anni i prezzi delle abitazioni in Spagna sono lievitati. Dal 1980 al 2001, infatti, il prezzo al metro quadrato delle case è aumentato del 726% in termini nominali e del 124% in termini reali. La Spagna guida così la classifica dei 13 paesi più sviluppati presi in esame dalla ricerca.
Anche nel 2001 il costo per metro quadrato in Spagna e' aumentato più della media dei paesi in esame. Lo scorso anno, infatti, il prezzo in termini reali e' aumentato dell'11,4%, risultando così per ben 3 volte superiore alla media. A livello delle grandi città, Madrid e' quella che ha registrato i maggiori rincari nel 2001 (+15,2% reale), seguita da Sidney (+13,1%) e da Londra (9,3%).

Si può dire quindi che il mattone si è rivelato non solo un comodo rifugio dalle intemperie. Ha evitato anche che l'economia globale finisse in una spirale recessiva ben più forte, dopo lo scoppio della bolla finanziaria. Nonostante l'aumento della disoccupazione e il crollo dei titoli azionari, la spesa dei consumatori ha continuato a crescere, salvo un breve periodo di crisi. Uno dei motivi è stato proprio l'aumento dei prezzi delle case, dovuto ovviamente anche ai continui tagli dei tassi d'interesse.

Adesso la domanda che molti si fanno è: i valori degli immobili continueranno a crescere con questo ritmo, oppure c'è il rischio di una bolla speculativa?
Sicuramente non possono continuare a salire con questo ritmo. Ma è anche improbabile che si verifichi un crollo improvviso. Questo potrebbe accadere solo se le banche centrali decidessero di riportare rapidamente i tassi ai livelli di tre o quattro anni fa. Ma questo non accadrà, quindi i prezzi dovrebbero lentamente assestarsi sui livelli raggiunti nell'ultimo anno.



Fonte: Miaeconomia.it

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