Futurshow: gli scenari futuri delle nostre case
Si è conclusa ieri a Bologna la settima edizione del Futurshow (Futurshow 2002), che come ogni anno ha spalancato una finestra sui possibili scenari futuri nel campo dell’Information and Communication Technology applicata all'ambiente domestico.
Non poteva mancare Design & Co., sezione dedicata alla casa del futuro, agli ambienti e agli oggetti che potrebbero diventare parte della nostra vita quotidiana.
Molte le idee e i progetti presentati, a partire dalle opere dell’architetto Massimiliano Fuksas e da Fabrizio Plessi, uno degli artisti più apprezzati nel campo delle videoinstallazioni e della ricerca artistica elettronica in generale.
Nell’ambito di Futurdesign tra gli altri nomi, tutti di primo piano, ci sono Enrica Borghi, che propone Il Guardaroba della casa del futuro: pareti luminescenti fatte di bottiglie di plastica sezionate, in base a quella “filosofia” del recupero che da anni caratterizza le sue opere (nel 1999 realizzò, sempre con le bottiglie di plastica, un abito da sposa alto 4 metri con uno strascico lungo 8 metri).
Per Loris Cecchini la casa del futuro respira, letteralmente: le pareti si espandono e contraggono, come polmoni che inspirano ed espirano. La sua opera si chiama BBBreathless.
Paco Rabanne, del quale ogni presentazione sarebbe riduttiva, risolve ogni problema di spazio, per cui anche il più piccolo ambiente domestico sembrerà spazioso: in tre colonne dalle superfici scolpite nell’acciaio, rinchiude tutti i cablaggi che potrebbero liberare le nostre vite (e le nostre case) da lavatrici ed elettrodomestici vari. Alla ricerca di tecnologie che migliorino la qualità della vita, non a caso la sua opera si chiama Les 3 Piliers du Savoir-Vivre (i tre pilastri del saper vivere).
E ancora: Blue, di Dieter Sieger: riuscite a immaginare qualcosa di più rilassante e, appunto, “blue”, che in inglese significa anche malinconico, che fare il bagno in una vasca al centro di un ambiente dalle pareti di vetro sulle quali batte una pioggia virtuale?
Tecnologia protagonista anche nell’opera e nella casa (per lo meno relativamente alle zone letto, lavoro e relax) di Ettore Sottsass, ...Molte scatole, qualche scaffale, un letto in una stanza.
Tutte queste opere superano la più fervida fantasia, mostrando oggetti che forse, un giorno, qualcuno riuscirà a realizzare, ma che per ora non esistono, come quelli della sezione L’oggetto inesistente.
Ma ci sono anche le realizzazioni innovative presentate nella sezione International Style Collection: aspirapolvere, orologi, videoproiettori, stampanti, vasche idromassaggio, custodie per cellulari in grado di proteggere dalle onde elettromagnetiche: tutti oggetti già creati e selezionati, oltre che per l’alto contenuto innovativo e tecnologico, anche in base al design.
Insomma, il futuro è già qui?
Forse, ma con riserva, per lo meno a sentire il parere di alcuni dei visitatori della mostra. Va bene la tecnologia, ma senza esagerare: da alcuni aspetti della nostra vita, forse, è meglio tenerla fuori.
Fonte: Miaeconomia.it
