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Rischio acqua al piombo

A lanciare l'allarme è Renato Drusiani, direttore generale di Federgasacqua, la federazione tra le aziende pubbliche del settore idrico. ''Il problema del piombo, in particolare, si potrebbe presentare negli appartamenti costruiti prima del 1945, dove rischiano di essere superati i limiti di legge."
Ma oltre al pericolo per la salute di chi abita nei centri storici delle città, il problema riguarda da vicino anche gli amministratori di condominio, che rischiano multe salatissime (oltre 10 mila euro).
Decisivo quindi affrontare l'argomento dei controlli: il recente decreto legislativo 27/2002 ha introdotto una sostanziale novità in materia, stabilendo che i controlli sull'acqua devono essere effettuati nel punto di fuoriuscita all'interno dell'abitazione, cioè al rubinetto.
Con l'entrata in vigore del provvedimento, che recepisce la nuova direttiva europea sulle acque potabili, viene in sostanza stabilita l'obbligatorietà dei controlli dell'acqua così come fuoriesce dal rubinetto, mentre le verifiche prima del contatore assumono mero carattere di volontarietà. Questa situazione, secondo Drusiani, presenta dei limiti, in quanto rendere obbligatorio il solo monitoraggio al rubinetto ''non garantisce, nelle situazioni di inquinamento oltre i limiti di legge, l'individuazione dei responsabili."
Secondo il direttore generale di Federgasacqua ''ai controlli dell'acqua al rubinetto andrebbero abbinati quelli prima del contatore, per poter attribuire la responsabilità senza che vi possa essere fatta obiezione".

Tornando alla responsabilità degli amministratori, Drusiani ha sottolineato come la verifica dell'eventuale presenza di sostanze inquinanti oltre i limiti di legge nell'acqua potabile - nei rari casi in cui si riscontra - sia sicuramente di pertinenza degli amministratori dei condomini, dato che praticamente nella totalità dei casi dipende dalla rete interna agli appartamenti".
Cosa deve fare dunque l'amministratore per garantire la salute altrui ed evitare di incappare nella sanzione pecuniaria? Non ha molta scelta: dovrà rimuovere le cause dell'inquinamento, ossia le tubature in piombo, o i serbatoi posti in genere all'ultimo piano delle abitazioni, i cosiddetti cassoni. Secondo l'Unione Consumatori "l'amministratore condominiale che non si attiva nel rispetto dei parametri di legge rischia una sanzione di 10.329 euro, che verosimilmente cadrà sulle spalle di tutto il condominio."

Fonte: Miaeconomia.it

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