Un impegno dall'Anci: aliquote ICI più basse a vantaggio delle abitazioni principali
Aliquote Ici più umane, a vantaggio delle abitazioni principali e delle fasce più deboli della popolazione: è questo l'impegno che gli amministratori locali intendono assumere verso la cittadinanza per il 2002. "Bisogna ragionare su un sistema impositivo su base più ampia ed elastica" ha affermato il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici. "C'è una tendenza di riduzione dell'Ici: gli amministratori hanno cercato di riequilibrare il sistema abbassando da un lato l'Ici che e' un'imposta rigida, e che quindi non interviene sulla ricchezza, indirizzandosi all'aumento dell'addizionale all'Irpef che è invece una imposta progressiva".
E i dati contenuti nella ricerca presentata dall'associazione dei comuni italiani nel corso di un convegno a Porto Cervo, sembrano confermare questa dichiarazione d'intenti. In 2871 Comuni su 8.100 è stata registrata una lieve crescita dell'aliquota ordinaria, mentre sono state aumentate le detrazioni a sostegno dei contribuenti meno abbienti, delle famiglie numerose e dei portatori di handicap.
Nel dettaglio, circa il 66% dei Comuni ha adottato per l'aliquota ordinaria un valore intermedio tra il 5 e il 6 per mille, mentre solamente l'11% circa ha applicato l'aliquota massima del 7 per mille.
Per quel che riguarda l'aliquota per l'abitazione principale – segnala lo studio - si può notare un aumento delle amministrazioni che hanno adottato una aliquota intorno al 4 per mille. Inizia inoltre ad essere recepita la norma che permette, salvi gli equilibri di bilancio, l'abbattimento al di sotto del 4 per mille.
Dalle informazioni ricavate dalle delibere e dai regolamenti Ici, è emerso inoltre che l'aliquota per l'abitazione principale è stata estesa, nella maggior parte dei capoluoghi, anche a quelle concesse in uso gratuito a parenti e affini.
Inoltre, è stata diffusamente adottata una politica orientata a favorire la locazione: sono state concesse, infatti, aliquote più basse a favore di quei proprietari che hanno stipulato contratti di locazione sulla base di accordi locali, mentre sono state adottate aliquote maggiorate (superiori al 7 per mille) a svantaggio degli alloggi non locati.
In seguito al mirato utilizzo della possibilità di diversificazione delle aliquote e delle detrazioni, "il gettito complessivo dell'Ici - riferisce sempre lo studio - subisce negli ultimi anni un margine di crescita molto ridotto", addirittura inferiore all'aumento fisiologico che normalmente si registra annualmente.
Tutto ciò, conclude lo studio, conferma l'attenzione posta dagli amministratori locali per riequilibrare il carico dell'imposta.
Fonte: miaeconomia
