Il mattone: i numeri del boom
L'ennesima conferma arriva da Bankitalia. Se qualcuno avesse ancora nutrito perplessità sul boom del mattone, non potrà fare a meno di ricredersi leggendo i numeri contenuti nella relazione annuale che la banca centrale, come di consueto, ha consegnato alle stampe a fine maggio.Il prezzo a metro quadro delle abitazioni negli ultimi due anni e' salito del 6,2%, registrando nel solo 2001 un incremento del 5%. Con punte da capogiro: a Firenze il costo delle case è lievitato del 21,4% nel 2001 e addirittura del 35,2% nel biennio 2000-2001.
Tempi duri anche per chi vuole acquistare una casa a Milano o Bologna, città che hanno registrato, rispettivamente, aumenti del 14% e del 16,3% nel periodo 2000-2001.
Ma a guidare la classifica del caro-case nei capoluoghi italiani c'e' anche Catanzaro, dove il costo di un'abitazione e' cresciuto l'anno scorso del 12,1%.
Se di boom si tratta, è comunque a macchia di leopardo: mentre i rincari nella capitale sono in linea con la media nazionale (+4,7% nel 2001), qualche buona notizia per chi vuole cambiare casa si registra a Potenza e l'Aquila, dove i prezzi al metro quadro hanno registrato addirittura un calo: rispettivamente del 7,3% e del 5,4% nell'ultimo biennio.
I dati di Bankitalia si basano su un nuovo indice delle quotazioni delle compravendite di abitazioni, nuove o integralmente ristrutturate, elaborato dai tecnici di Via Nazionale sulla base delle informazioni rilevate dalla rivista "Il Consulente Immobiliare" nella totalità dei capoluoghi di provincia.
Dal 1965, anno di inizio delle rilevazioni, le quotazioni sono cresciute del 2% annuo, al netto della variazione dei prezzi al consumo, in parte come riflesso del miglioramento di qualità delle unità abitative.
E leggendo all'indietro gli andamenti dei prezzi, si può rilevare come il mercato del mattone abbia imboccato il quarto ciclo espansivo del dopoguerra (dopo quelli culminati rispettivamente nel 1974, nel 1981 e nel 1992), dopo il calo di oltre il 20% registrato dal 'metro quadro' in Italia tra il '93 ed il '99.
Ciclo espansivo che trova ragione in due fattori: da un lato la recente flessione degli indici di borsa, che ha alimentato una riallocazione del risparmio a favore degli investimenti immobiliari; ma soprattutto lo stimolo derivato dal calo del costo del denaro, che ha favorito un più ampio accesso al mercato dei prestiti per l’acquisto di abitazioni. Nell’ultimo triennio il basso livello dei tassi di interesse ha favorito il ricorso ai mutui: tra il 1998 e il 2001 le erogazioni sono aumentate di oltre il 70 per cento.
Un'ultima considerazione sulla composizione del portafoglio delle famiglie italiane: la percentuale relativa al possesso di immobili è aumentata dal 55,2% del 1992 al 62,2% del 2000.
Nella tabella vengono indicate le variazioni dei prezzi reali delle abitazioni al netto dell'inflazione nei capoluoghi di Regione:
Città 2000-01 2001
ROMA 6,2 4,7
MILANO 14,0 12,3
TORINO 1,1 - 0,4
NAPOLI - 3,4 0,6
GENOVA 2,0 9,7
PALERMO 2,7 - 0,2
BOLOGNA 16,3 14,4
FIRENZE 35,2 21,4
VENEZIA 0,2 5,4
BARI 3,5 4,3
TRIESTE - 5,1 - 2,0
CAGLIARI 9,2 4,2
PERUGIA - 4,1 3,1
ANCONA - 7,6 - 1,9
BOLZANO 9,7 4,3
CATANZARO 11,3 12,1
L'AQUILA - 7,3 - 3,5
POTENZA - 5,4 - 4,4
CAMPOBASSO 6,0 - 0,4
AOSTA 0,5 0,2
ITALIA 6,2 5,0
