Casa vacanze: qualche consiglio ad inquilino e propietario
Per chi decide di affittare casa per l’estate, vale il vecchio adagio: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E questo sia per i proprietari che per gli inquilini.
Cominciamo da questi ultimi.
Prima regola: vietato affittare a scatola chiusa, fidandosi solo dei dati riportati sull’annuncio che spesso, si sa, promette mari e monti (nel senso letterale del termine, in questo caso) e lascia l’amaro in bocca quando si scopre la verità. Sempre meglio recarsi sul posto per verificare di persona che l’immobile affittato corrisponda a quanto promesso nell’annuncio.
Naturalmente ci sono dei casi in cui questo non è possibile, perché la località prescelta per le vacanze è decisamente lontana dalla residenza abituale, e sono necessarie molte ore di viaggio per raggiungerla.
Se così fosse bisognerà armarsi di pazienza e chiedere al proprietario o all’agenzia il maggior numero di informazioni: sul canone, naturalmente, ma anche sul numero di posti letto, sull’ubicazione esatta della casa (sarà proprio vero che è solo a pochi metri dal mare?), sul mobilio, sugli elettrodomestici, sulle spese per le utenze (se siano o meno comprese nel prezzo), sulla vicinanza/lontananza da negozi e/o discoteche e locali notturni.
Consigliabile eventualmente una scrittura privata dalla quale risultino tutte le caratteristiche promesse dal proprietario
Se, nonostante tutte le precauzioni, alla fine si dovesse lo stesso ricevere una sgradita sorpresa, si potrà, oltre a chiedere un risarcimento al proprietario, anche protestare, tramite raccomandata, con l’assessorato al turismo del comune e della provincia dove si trova la casa, ed eventualmente anche con un'associazione di consumatori.
Attenzione alla caparra. Di solito all’affittuario viene chiesta una caparra confirmatoria, vale a dire un anticipo sul prezzo pattuito, in genere pari a un terzo dell’affitto, a garanzia della conclusione dell’affare. Se per un motivo o per l’altro l’inquilino dovesse rinunciare all’ultimo momento, si troverebbe costretto non solo a rinunciare alla caparra, ma anche a dover versare il resto del prezzo pattuito.
Siccome, però, la caparra confirmatoria impegna entrambe le parti, anche il proprietario che dovesse all’ultimo momento tirarsi indietro, oltre a restituire la caparra dovrà risarcire all’inquilino mancato i cosiddetti “danni da vacanza rovinata”.
Passiamo ai proprietari. È consigliabile, come molti del resto già fanno, rivolgersi a un’agenzia, sia per la stipula del contratto che per la gestione del rapporto con i clienti. Con un po' di buonsenso, però, e senza dover pagare un’agenzia, si può scegliere anche la strada del fai da te. Ricorrendo per esempio alla richiesta di un deposito cauzionale da restituire agli inquilini solo dopo aver verificato che questi abbiano lasciato la casa così come l’hanno trovata. Vale a dire (si suppone) in ordine.
Si può ricorrere poi al più classico degli strumenti: l’inventario degli oggetti e dei mobili presenti in casa nel momento in cui l’affittuario ne prende possesso, ed eventualmente lo stato dei vari impianti (idrico, di riscaldamento, elettrico, ecc.) e che quest’ultimo deve firmare all’atto della consegna delle chiavi.
Infine, il contratto. Se il periodo per il quale la casa viene affittata non è superiore ai 30 giorni, non è necessario registrarlo. In caso contrario, l’imposta di registro (2% del canone) andrà equamente suddivisa tra locatario e locatore. Se la permanenza dell’inquilino si protrae oltre i 30 giorni, poi, la sua presenza andrà comunicata al Commissariato di zona o, in sua assenza, al Comune, entro 48 ore.
Ultimo consiglio: sempre all’insegna del “fidarsi è bene...” di cui sopra, sempre meglio specificare sul contratto la destinazione dell’immobile affittato, ed escludere esplicitamente l’uso residenziale.
Fonte: miaeconomia
