Cantieri edili: domina il piccolo taglio
La produzione edilizia si adegua ai tempi. Cala la costruzione di immobili di taglio grande e villette mono e bifamiliari, mentre cresce quella dei miniappartamenti e delle palazzine, soprattutto quelle di piccole dimensioni comprendenti dai 3 agli otto alloggi. Lo rileva la ricerca “Mille cantieri”, effettuata dall'istituto di ricerche sull'edilizia, Cresme.
La ricerca, presentata in occasione di un convegno dell'Associazione dei produttori di laterizi (Andil) svoltosi a Punta Ala, ha messo a confronto le tipologie abitative in voga 15 anni fa con le nuove tendenze dell’edilizia negli anni 2000. Mentre nel biennio 85-87 oltre il 68% degli immobili costruiti prevedevano almeno 4 stanze, oggi i tagli grandi rappresentano meno del 60% della produzione, a tutto vantaggio dei miniappartamenti. L'appartamento medio, secondo la ricerca del Cresme, si è infatti ridotto dai 90 ai 60 metri quadrati.
Nel triennio 2000-2002, si legge ancora nell’analisi del Cresme, sono stati costruiti 92 milioni di metri cubi di case, contro i 127 milioni del periodo 1985-1987. Il calo della produzione non è però stato omogeneo sul territorio nazionale: nelle regioni del Mezzogiorno sono stati registrati cali addirittura del 60%, mentre in alcune aree del nord la produzione è tornata a crescere ai livelli di 15 anni fa. Segnali positivi arrivano anche dalle regioni del Centro Italia.
Novità anche sul fronte della committenza, cioè chi decide ed investe per costruire nuovi immobili. Dalla fotografia scattata dal Cresme emerge infatti il calo delle singole famiglie e la parallela scomparsa della committenza pubblica, a fronte di una forte impennata delle imprese, che pesavano meno del 12% negli anni ottanta ma che ora si avviano verso il 20%.
Sul piano tecnico-qualitativo e della scelta dei materiali l'indagine evidenzia la crescente rilevanza di fattori come l'isolamento acustico, l'effetto estetico-architettonico e l'impatto sull'ambiente.
Ultimo elemento di nota riguarda il crescente ricorso ad elementi industrializzati: è aumentato, infatti, l'utilizzo del calcestruzzo armato nelle strutture portanti, dei prefabbricati (+28%) nei solai e della doppia parete.
Fonte: miaeconomia
