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Accendere la luce? Con un battito di mani si può

Da anni ci vengono prospettate meraviglie tecnologiche che sembrano prometterci che per mandare avanti la casa non dovremo più alzare nemmeno un dito. Manca il cibo? Nessun problema, il frigorifero intelligente lo segnalerà direttamente al negozio da cui ci forniamo. Per entrare in casa non avremo bisogno di, nell’ordine: cercare le chiavi, infilarle nella serratura, metterle in un qualche posto nel quale siamo sicuri di ritrovarle (operazione nella maggior parte dei casi destinata al fallimento). Niente di tutto questo: la porta riconoscerà le nostre caratteristiche fisiche e si spalancherà sul soggiorno, lasciandoci entrare come se avessimo appena finito di pronunciare le parole magiche “apriti sesamo”. Ancora: vogliamo farci una doccia? Non passeremo più per il supplizio “troppo calda-troppo fredda”, perché il rubinetto miscelerà direttamente l’acqua alla temperatura desiderata.
Sono solo alcune delle meraviglie della domotica. Che però per il momento rimangono una bella promessa e che comunque avranno bisogno di qualche anno prima di raggiungere una distribuzione di massa. Inizialmente, infatti, saranno ben pochi coloro che potranno permettersi di attrezzare la casa delle meraviglie.

Come spesso avviene, però, per cercare il meglio si trascura quello che abbiamo sotto gli occhi e che, particolare non trascurabile, è già sul mercato e a un prezzo assolutamente accessibile a tutti.
Si tratta del Clapper, uno strumento che permette di accendere la luce con il solo battito delle mani. Il nome deriva, onomatopeicamente, dal verbo inglese to clap, che significa, appunto, battere le mani, applaudire.
Clap on/Clap off, recita la pubblicità. Basta il gesto e le luci si accendono. Il dispositivo, che va sistemato sull’interruttore, costa poco più di 20 euro e permette di controllare fino a due luci per volta. Evitando, in molti casi, la sgradevole sensazione di attraversare una stanza al buio, rischiando a ogni passo di inciampare in qualche oggetto fuori posto.
Forse Clapper non è il futuro, e probabilmente è destinato a essere sorpassato da più moderni e sofisticati dispositivi. È però sicuramente il presente, come dimostrano le vendite e il numero di imitatori che, partendo dall’idea iniziale, cercano di sviluppare quanto di più si potrebbe avvicinare alla casa intelligente
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