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Il mattone dimostra la sua forza: sarà crescita anche nel 2003

A fronte del vistoso rallentamento dell’economia globale, dopo lo scoppio della bolla speculativa della new economy e gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, il mattone ha dimostrato ancora una volta la sua natura anticiclica, facendo registrare una crescita significativa sia a livello dei prezzi sia come volume di scambi.
Questo la tesi di fondo su cui hanno ragionato gli esperti del settore riuniti venerdì e sabato scorso a Santa Margherita Ligure per la decima edizione del Forum organizzato da Scenari Immobiliari.
Lo stato di salute del mattone è testimoniato da un dato abbastanza esemplificativo: il portafoglio delle famiglie occidentali è oggi costituito per circa da due terzi da beni immobiliari (40.000 miliardi di dollari) e per un terzo da titoli (23.000 miliardi). Assai azzeccata quindi, questa l’opinione di Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, la copertina dell’Economist di qualche mese fa, che titolava: “Le case hanno salvato il mondo”.
Scendendo nel dettaglio del rapporto presentato dalla società di ricerca per il comparto residenziale, il primo semestre 2002 è stato positivo in tutti i paesi europei, mentre i prossimi 12-18 mesi si prevedono caratterizzati da una fase di stabilità dei prezzi. Unica eccezione la Germania, che ha raggiunto il punto più basso del ciclo e sta cominciando a mostrare i primi segnali di ripresa. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno già imboccato la fase di declino, mentre solo il Giappone fa registrare un calo nella crescita dei prezzi.

Per quanto riguarda il mercato italiano, dopo una crescita che nel settore residenziale è stata pari mediamente al 5% negli ultimi dodici mesi, con punte fino al 10% nelle migliori locazioni delle grandi città, le previsioni sono moderatamente positive anche per il 2003. Il ritmo sarà però in rallentamento anche per la contrazione dell’offerta.
Le compravendite dovrebbero far segnare un lieve incremento rispetto all’anno precedente (+4%), con un fatturato che potrebbe superare i 79 miliardi di euro (+6,8%).
Oltre alla perdurante crisi dei mercati finanziari, due le cause principali nella tenuta del mattone, secondo Scenari Immobiliari: da un lato la continua necessità di migliorare la propria condizione abitativa da parte delle famiglie, dall’altra la maggiore facilità di accesso all’indebitamento. Sia il ribasso dei tassi sui mutui che una gamma di servizi diversificati consentono infatti di trovare agevolmente il tipo di mutuo che meglio si adatta alle proprie condizioni economiche. Praticamente raddoppiata infatti la percentuale di famiglie acquirenti di immobili per investimento, dal 4% al 7,8%.

Fonte:miaeconomia

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