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Regione Lazio: arrivano i contributi per le case Eco-compatibili

La Giunta regionale del Lazio ha approvato, su proposta dell’assessore all’Urbanistica e alla Casa Armando Dionisi, l’erogazione dei contributi per la costruzione di case cosiddette “a emissione zero”, vale a dire di edifici non inquinanti che, utilizzando le tecniche di bioclimatica e di bioarchitettura in linea con gli obiettivi fissati nel Protocollo di Kyoto.
Vediamo di essere un po’ più chiari. Che cosa è la bioclimatica? E la bioarchitettura? La prima è un tipo di architettura finalizzata a conciliare il comfort climatico interno (e quindi: impianti di climatizzazione, di riscaldamento, di illuminazione) con la difesa dell’ambiente, tramite meccanismi di controllo del microclima interno degli edifici, sistemi di illuminazione naturale, utilizzo di fonti energetiche non convenzionali e poco inquinanti, consumi energetici ridotti al minimo.
La seconda utilizza tecniche edilizie non aggressive nei confronti dell’ambiente e non nocive alla salute umana, e materiali naturali e riciclabili.
Alle case costruite con queste tecniche si rivolge quello che per il momento è solo un progetto pilota della Regione Lazio, aperto a soggetti sia pubblici che privati che siano titolari di una concessione edilizia o di un diritto di superficie. Alla richiesta di contributi andranno allegati i progetti per la realizzazione di abitazioni che non emettano emissione nocive o che siano comunque prossime allo zero.
Gli impianti di riscaldamento, di condizionamento e di produzione dell’acqua calda non sono ammessi se alimentati da elementi e macchinari che emettono gas di scarico. Viene ammesso solo un piccolo scalda-acqua della capacità massima di 10 litri per le emergenze (tanto per fare un esempio: per fare un bagno uno scaldabagno da 50 litri è a malapena sufficiente. Quindi le emergenze dovranno essere vere emergenze).
Le uniche emissioni ammesse sono quelle legate alla cottura dei cibi.
Intendiamoci, non si tratta di essere dei novelli S. Francesco. Come detto prima oggi le tecniche di bioarchitettura e bioclimatica garantiscono ottimi standard di comfort, con il vantaggio che la nostra comodità e il nostro benessere non vanno a discapito dell’ambiente (e, di conseguenza, anche nostro, visto che l’aria che ci circonda la respiriamo anche noi).

Lo stanziamento complessivo è di 500mila euro, pari a circa 970 milioni di vecchie lire. Il contributo ammonterà a 400 euro per metro quadrato di superficie totale dell’abitazione, e sarà erogato per abitazioni non superiori ai 95 metri quadri, per una cubatura complessiva compresa tra i 300 e 1000 metri. I fondi saranno erogati in due fasi: un acconto del 50 per cento a compimento delle strutture portanti e il restante 50 per cento a lavori ultimati.
Personale apposito potrà in qualsiasi momento monitorare lo stato dei lavori e l’adozione dei criteri stabiliti, e i richiedenti il contributo saranno obbligati a consentire il libero accesso all’edificio.
Il progetto dovrà essere idoneo per la richiesta di concessione edilizia ed essere corredato dai calcoli termici esecutivi necessari alla dimostrazione delle quantità di emissioni e del giusto microclima interno alla residenza.
Le domande vanno presentate entro il 30 aprile 2003 all'assessorato all'Urbanistica e Casa, via del Caravaggio 99 - 00147, Roma. Una apposita commissione regionale verificherà i requisiti dei progetti presentati e seguirà il monitoraggio delle costruzioni nei successivi 10 anni dalla loro ultimazione. In caso di accoglimento della domanda l'opera dovrà essere avviata entro 120 giorni dalla notifica della comunicazione e ultimata entro 2 anni.

Fonte:miaeconomia

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