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Il caro-affitti sul banco degli imputati: causa inflazione

Continua la corsa dei prezzi, l’inflazione non si arresta e, a ottobre, secondo le rilevazioni nelle città campione, sale al 2,7%. Responsabili di questo aumento sono, secondo gli esperti dell’Istat, soprattutto 3 voci: l’istruzione, l’abbigliamento e l’abitazione.
E per quanto riguarda quest’ultima, il dito è puntato soprattutto sugli affitti. Ottobre da questo punto di vista è un mese particolarmente significativo, dal momento che è uno dei quattro mesi dell’anno dedicati alla rilevazione trimestrale delle locazioni.
La notizia ovviamente non poteva che rinfocolare le polemiche sul caro-affitti, più volte denunciato dal Sunia, il sindacato degli inquilini, che legge nel dato sull’inflazione di ottobre la conferma di quanto va ripetendo da mesi. E cioè che l’aumento dei canoni di locazione (+10% su base annua, con un canone medio di affitto di 492 euro al mese) è uno degli elementi che più surriscaldano l’indice dei prezzi.
La soluzione, secondo il Sunia, potrebbe arrivare da una politica mirata al contenimento dei canoni che, al momento, sembra ben lontana dai progetti del governo. Anzi, Luigi Pallotta, segretario generale del sindacato degli inquilini, definisce la Finanziaria 2003 come “la più restrittiva e inconcludente in materia di diritto all’abitazione e di sostegno al mercato calmierato”. Non solo, infatti, viene ridotto il fondo sociale, ma “scompaiono le agevolazioni per le ristrutturazioni e non si incentiva il proprietario che affitta a canoni concordati e agli inquilini sfrattati”.

Ma l’associazione dei proprietari di casa, Confedilizia, non è d’accordo con questa impostazione, e sostiene che a far crescere l’inflazione non sono gli affitti.
Secondo l’associazione, nel leggere la voce “affitti”, quando si calcola l’inflazione, va tenuto conto che, essendo a rilevazione trimestrale, nei mesi in cui viene fatta incide sull’indice generale dei prezzi in una misura pari al triplo delle altre voci, sulle quali invece la rilevazione viene fatta mensilmente.
Confedilizia precisa anche che nella voce “affitti” oltre al canone di locazione vengono incluse anche le spese condominiali e quelle relative all’imposta di registro, per cui il canone di locazione non può essere assunto come unico “colpevole” dell’impennata inflativa e del caro-casa.
L’associazione risponde anche alle critiche del Sunia, e per voce del suo presidente, Corrado Sforza Fogliani, sostiene che “parlare di caro-affitti è assolutamente improprio e, forse, serve solo per ascrivere surrettiziamente un nuovo preteso male al solito Governo”.

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