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Finanziaria: In arrivo la sanatoria edilizia?

Cominciano a concretizzarsi le ipotesi di sanatoria edilizia di cui molti parlano e tutti fanno finta di non sapere. Si chiarisce infatti la trama (fitta) del disegno degli emendamenti, numerosissimi, presentati in vista della discussione parlamentare del testo della manovra approntato dal governo.
Tra i 4.000 emendamenti, ce ne sono due che riguardano il condono edilizio, presentati entrambi da parlamentari della maggioranza.
Il primo è di Alleanza nazionale, e riguarda le violazioni edilizie minori commesse al 31 dicembre 2001. E’ previsto il pagamento di importi diversi a seconda della tipologia della violazione, in particolare:

- 150 euro al metro quadro per ampliamenti volumetrici non superiori al 30% della costruzione originaria;
- 75 euro al metro quadro per opere di ristrutturazione edilizia o per cambio della destinazione d’uso dell’immobile;
- 50 euro al metro quadro per opere di manutenzione straordinaria, mantenimento o restauro;
- 500 euro (cifra forfetaria) nel caso che i lavori abusivi non siano valutabili in termine di superficie o di volume.

L’emendamento specifica già nel dettaglio le modalità di pagamento. Chi vorrà beneficiare del condono dovrà presentare apposita domanda. Il pagamento potrà avvenire in più rate: la prima, fissata pari a 500 euro, andrà versata entro il 31 marzo 2003. Sono previste poi quattro rate successive, tutte di uguale importo la cui entità, evidentemente, verrà determinata dal tipo di abuso commesso, da versare entro il luglio del 2004.

Il secondo emendamento di rilievo in materia di sanatoria edilizia è stato presentato da quattro parlamentari di Forza Italia. Diversamente dall’emendamento di Alleanza nazionale, questo è praticamente senza limiti e non fa distinzione tra le varie tipologie di abuso:

- versamento di 500 euro per abusi edilizi fino a 100 metri cubi;
- versamento di 5.000 euro per abusi edilizi fino a 750 metri cubi;
- 10 euro al metro quadro per volumi superiori ai 750 metri cubi.

E contro ogni tipo di sanatoria edilizia si scaglia la Legambiente, che non si limita a condannare il condono in quanto tale, ma critica i continui annunci di un suo imminente arrivo (30, nell’ultima legislatura). “L’effetto annuncio”, denuncia l’associazione ambientalista, “aumenta il rischio di far avviare costruzioni illegali nell’attesa del provvedimento di regolarizzazione, come avvenuto in passato.”
Il condono, oltretutto, non avrebbe neppure effetti benefici sulle casse dello Stato, dal momento che gli introiti servirebbero “solo a coprire i costi di urbanizzazione di tutte le case illegali legalizzate”.
Per questo l’associazione chiede alla maggioranza di rinunciare a qualsiasi proposta di condono, anche quello volto all’impiego delle costruzioni illegali per fini di pubblica utilità. Secondo Legambiente un eventuale condono potrebbe riguardare circa 200.000 case abusive, oltre a tutte quelle che potrebbero essere costruite nell’attesa della sanatoria. A questo proposito Legambiente ricorda che “nell’anno in cui si discusse il primo condono (varato poi nel 1985) le costruzioni abusive superarono nel 1983 il tetto delle 105mila, nel 1984 le 125mila. Lo stesso è avvenuto nel 1994 con la seconda legge di sanatoria urbanistica. Durante i mesi di discussione furono costruite 83mila abitazioni fuorilegge, cifra record per l’ultimo decennio.”
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