Ristrutturazioni agevolate: si chiude il 31/12/2002
A meno di ripensamenti in sede di discussione della Finanziaria, restano solo due mesi per sfruttare le agevolazioni fiscali sui lavori di ristrutturazione. Il prossimo 31 dicembre scadrà infatti il termine ultimo per inviare al centro delle imposte di Pescara la documentazione riguardante i lavori oggetto di detrazione Irpef, in particolare gli estremi del bonifico bancario con cui è stata pagata la ditta esecutrice.E gli italiani non sono rimasti fermi a guardare, anzi: nel corso del mese di settembre le domande di detrazione d’imposta per gli interventi agevolati di edilizia residenziale sono cresciute del 2,6%.
Su base regionale la novità è costituita dal balzo in avanti dell’Emilia-Romagna, che ha scalzato la Lombardia al vertice della graduatoria delle regioni più interessate a usufruire della detrazione. Lo segnala la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate FiscoOggi.it, precisando che sono state 34.622 le comunicazioni inviate nel mese di settembre al centro operativo di Pescara, 6.053 delle quali provenienti dall’Emilia Romagna (+3,1%), seguita dalla Lombardia (5.055, +2%) e Veneto (4.198, +3%). Dall’inizio dell’anno il totale delle richieste sale così a circa 265 mila, mentre il numero complessivo, dal 1998 a settembre 2002, ammonta a oltre 1.350.000 lavori di ristrutturazione. La distribuzione dei dati per aree geografiche consolida, ancora una volta, la posizione delle regioni settentrionali nell’interesse a usufruire della detrazione d’imposta. Il Nordovest e il Nordest totalizzano insieme, dal 1998 a oggi, oltre due terzi delle ristrutturazioni (68,7%).
E al coro dei sostenitori delle agevolazioni si sono aggiunte altre due voci. Le associazioni dei produttori di materiali, prodotti impianti e servizi per le costruzioni (aderenti alla Finco-Confindustria) chiedono di estendere a tutto il 2003 l’incentivo del 36% per le ristrutturazioni edilizie. Con una motivazione peraltro di alto profilo: migliorare la coibentazione degli edifici per concorrere agli sforzi richiesti per la riduzione dei consumi di energia previsti dal protocollo di Kyoto.
“Migliorare la coibentazione non risolve il problema dell’inquinamento ambientale e il rispetto dei parametri del Protocollo di Kyoto che parla espressamente di edilizia ecologica”, è la risposta di Claudio Fasano, presidente della Ecowall Italia, fondazione che si occupa di edilizia ecologica. Quindi, bene lo sgravio del 36% per le ristrutturazioni edilizie, ma deve riguardare anche chi opera nel campo della bioedilizia.
