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Aumento prezzi di luce e gas: importante intervento del governo

Quando si dice “all’ultimo momento”. Sulla Gazzetta Ufficiale n.278 del 27/11/2002 è stato pubblicato il decreto della presidenza del consiglio dei ministri che contiene le disposizioni per contenere gli effetti inflattivi derivanti dalle bollette di luce e gas.
Disposizioni che si rendevano più che mai necessarie, dal momento che il 30 novembre scadeva il blocco delle tariffe che, sull’onda degli allarmi per il caro vita in continuo aumento, il Governo aveva varato a fine agosto.
Questa volta non si tratta di un vero e proprio congelamento degli aumenti. Il decreto si limita infatti a stabilire i criteri che l’Authority per l’energia elettrica e il gas dovrà adottare nel varare il nuovo meccanismo di indicizzazione delle tariffe di luce e gas, legandole, sì, all’andamento dei prezzi del petrolio e delle materie prime, ma in modo che gli aumenti abbiano effetti contenuti sull’inflazione.

L’avvenuta pubblicazione prima del 30 novembre scongiura così che, a partire da quella data, si verifichino aumenti per queste due utenze domestiche. Per il prossimo adeguamento dei prezzi di luce e gas bisognerà così attendere la decisione dell’Authority. Decisione che, a quanto pare, sarebbe già pronta, in attesa solo del via libera da parte della presidenza del consiglio dei ministri.

Secondo le prime indiscrezioni il nuovo meccanismo dovrebbe prevedere aggiornamenti tariffari trimestrali invece che bimestrali (le bollette invece continueranno ad arrivare ogni due mesi). Inoltre dovrebbe impedire che sulle bollette vengano registrate in maniera automatica le impennate dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime, “spalmando” gli aumenti in modo da contenere l’inflazione entro margini ragionevoli, aumentando il periodo di riferimento dell’andamento dei costi dei combustibili da 4 a 6 mesi per l’elettricità e da 6 a 8 mesi per il gas.

Potrebbe essere aumentata anche la soglia di invarianza, vale a dire del tetto al di sotto del quale gli aumenti legati all’andamento dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime non si riflettono sulle tariffe finali e, quindi, sulle bollette. Questa soglia verrebbe alzata dall’attuale 2% a una percentuale che oscilla tra il 3 e il 5%.
In parole più semplici, con la precedente soglia di invarianza i cittadini si trovavano un aumento in bolletta solo quando il prezzo del petrolio saliva di più del 2%. Aumentando la soglia di invarianza gli aumenti saranno più diluiti nel tempo, perché per riflettersi sulla bolletta è necessario che, nel periodo di riferimento, il prezzo del petrolio aumenti di più del 5%.

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