Al via la Cartolarizzazione-bis: 60.000 le unità in vendita
Al via la seconda operazione di cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Il portafoglio immobiliare che verrà ceduto attraverso il veicolo Scip2 è costituito per circa l’85% da unità residenziali di proprietà dello Stato e di 7 enti previdenziali (Enpals, Inpdap, Inail, Inpdai, Inps, Ipost e Ipsema).L’operazione nelle stime del Tesoro dovrebbe fruttare oltre 6,6 mld di euro, contro i 2,3 attesi da Scip1.
La prima asta è prevista per febbraio-marzo 2003; data alla quale dovrebbe concludersi la prima operazione con Scip1, in netto anticipo rispetto alle previsioni, vale a dire rispetto al secondo semestre del 2003.
Il numero di unità in vendita è pari complessivamente a 62.880, di cui 53.241 di tipo residenziale e 9.639 commerciali, ubicate per oltre la metà a Roma, e comunque nel centro Italia (62%), e appartiene prevalentemente all’Inpdap (per il 43,3% ), all’Inpdai ( per il 29,7%), all’Inail (16,5) e all’Inps (8,4%).
La superficie media delle unità residenziali è di circa 90 mq (nel 93% dei casi si tratta di appartamenti affittati), mentre per i negozi è di 140 mq.
Rispetto a Scip 1, in questa nuova operazione anche lo Stato partecipa come cedente attraverso l’Agenzia del Demanio. ‘‘Questa operazione è la più grande mai condotta dal Ministero dell’Economia e la maggiore mai realizzata in Europa continentale”, ha annunciato il direttore generale del Tesoro, Domenico Siniscalco.
L’operazione è stata costruita in modo da rispettare i nuovi criteri fissati lo scorso luglio da Eurostat. L’istituto europeo ha infatti emanato le nuove regole da osservare per portare i proventi delle operazioni di cartolarizzazione a riduzione dell’indebitamento netto dello Stato. Tra queste il fatto che il prezzo differito (ossia la differenza tra l’importo del prestito obbligazionario e il valore dell’emissione) non possa superare il 15%.
Confermate le tutele a favore degli inquilini, che avranno diritto di prelazione e potranno contare su uno sconto del 30% sul prezzo di mercato. A questo potrà aggiungersi un altro eventuale sconto del 15%, che verrà concesso se l’80% degli inquilini del medesimo stabile eserciterà un’offerta di acquisto in blocco.
Le famiglie con reddito lordo fino a 19mila euro l’anno (22mila se con componenti anziani o disabili) avranno inoltre diritto a rinnovare il contratto di affitto per altri nove anni, allo stesso canone pagato attualmente.
Novità per gli inquilini ultrasessantacinquenni che potranno acquistare anche solo l’usufrutto dell’immobile.
Come nella precedente operazione, sono inoltre state stipulate convenzioni per l’erogazione di mutui agli inquilini a condizioni agevolate.
Non mancano però le critiche da parte delle associazioni degli inquilini. Secondo il Sunia “oltre 30 mila famiglie rischiano di perdere la casa”. Il principale sindacato dei conduttori sostiene infatti che gli alloggi degli Enti previdenziali verranno messi in vendita a prezzi superiori del 30-50% rispetto a quelli della prima cartolarizzazione.
“Tale aumento deriva da un’applicazione letterale della norma che stabilisce le modalità di determinazione del prezzo di cessione in periodi diversi - ha spiegato Daniele Barbieri della segreteria nazionale del Sunia. Le prime stime effettuate dagli enti, infatti, risalgono agli ultimi mesi del 1998 e con queste sono stati venduti circa 22.000 alloggi fino al 31 luglio scorso. Tutti gli altri saranno posti in vendita con stime effettuate nel 2002 che, evidentemente scontano un prezzo medio di partenza molto più elevato rispetto al precedente”.
Per questo, il Sunia annuncia quindi che continuerà a battersi insieme agli inquilini degli enti per ottenere dal Parlamento un provvedimento che, tra l’altro, “allinei i prezzi di vendita a quelli dalla fase precedente ed alla dinamica dei redditi delle famiglie; abbassi la percentuale necessaria per usufruire dello sconto in blocco (ora prevista all’80%); riduca i tassi di interesse sui mutui; agevoli, attraverso sostanziosi sgravi fiscali, l’acquisto da parte di Fondi Immobiliari degli alloggi non acquisiti da parte degli inquilini come primo passo - afferma l’organizzazione - per un rilancio del mercato dell’affitto con strumenti innovativi”.
