Finanziaria 2003: prorogata l'IVA al 10% sulle ristrutturazioni
Quale piacevole corredo alla proroga delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni, ecco giungere dalla Finanziaria per il 2003 la proroga, sempre fino al 30 settembre prossimo, dell’Iva agevolata al 10% sia per gli acquisti di materiali sia per le ristrutturazioni edilizie.Governo e Parlamento hanno in tal senso recepito le indicazioni provenienti in sede Ue. Di recente, infatti, il Consiglio Ecofin aveva approvato le proposte della Commissione europea che estendono al 2003 le aliquote ridotte Iva, previste dalla direttiva 99/85/CE, per i servizi ad alta intensità di manodopera.
L’articolo 2, comma 6, della legge n. 282 del 2002 (Finanziaria per il 2003) ha infatti prorogato l’aliquota agevolata sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria eseguiti su immobili a prevalente destinazione abitativa privata: la proroga riguarda dunque le fatture emesse fino a tutto il 30 settembre prossimo, ed è applicabile tanto sull’impiego di mano d’opera quanto alla contemporanea fornitura di materie prime e semilavorati a condizione, però, che non costituiscano parte significativa dell’intero intervento.
Per determinare la spettanza dell’aliquota del 10% quando nei lavori di ristrutturazione vengono utilizzati “beni significativi” – quali sono quelli appositamente individuati nel decreto ministeriale dell’allora Ministero delle finanze del 29 dicembre 1999 – occorre verificare se la spesa per la manodopera risulta superiore al 50 % del totale cosicché la fattura potrà essere completamente essere emessa con l’Iva al 10%.
Facciamo l’esempio di una ristrutturazione che comporta l’impiego di “beni significativi” per 4.500 euro e una manodopera per 8.500 euro, per un totale complessivo di 13.000 euro: ebbene, in questo caso, visto che la manodopera incide per un importo superiore a 6.500 euro, ossia alla metà del totale della fattura, la stessa riporterà un’Iva agevolata pari a 1.300 euro (10 %).
Diversamente, si dovrebbe assoggettare al 20 % di Iva soltanto l’importo eccedente la spesa per la mano d’opera moltiplicata per due, mentre il resto andrebbe sottoposto all’aliquota del 10 %.
Facciamo un altro esempio per chiarire: una ristrutturazione che comporta l’impiego di “beni significativi” per 12.000 euro e una manodopera per 8.000 euro, per un totale complessivo di 20.000 euro: ebbene, in questo caso, visto che la manodopera incide per un importo inferiore al 50%, si dovrà assoggettare all’aliquota standard del 20% un importo pari alla differenza tra il totale della spesa (20.000 euro) e il doppio del valore della manodopera (16.000 euro), ossia 4.000 euro; mentre la restante parte dell’importo totale, ossia 16.000 euro andrà assoggettata all’aliquota ridotta del 10%.
Quindi:
4.000 x 20% = 800 euro
16.000 x 10% = 1.600 euro
totale Iva = 2.400 euro
