Caro-affitti: verso un mercato regolamentato?
Il nuovo decreto sugli affitti chiama in causa anche le grandi proprietà immobiliari: è un elemento positivo, concordano inquilini e proprietari, perché permette di discutere insieme livelli di affitti che possano essere equi per tutti i contraenti, evitando che il canone sia a farlo poi sul mercato solo il contraente più forte.“Noi siamo soddisfatti del lavoro svolto nel senso che i contratti hanno una maggiore flessibilità”, spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia.
Ora però la parola passa alle contrattazioni territoriali per stabilire la forbice di prezzo delle locazioni per gli affitti che vogliono accedere alle condizioni agevolate del canone concordato, come afferma il segretario nazionale del Sunia, Daniele Barbieri:“è naturale che su questa contrattazione peserà l’andamento del mercato immobiliare degli ultimi anni. Non peserà per quanto riguarda noi, ma noi ci aspettiamo esplicitamente, da parte della grande proprietà, una richiesta di aumento dei canoni.”
Il successo del decreto si misurerà quindi sulla capacità di far decollare il canale degli affitti a canone concordato, l’unico modo per contenere la corsa dei prezzi degli affitti, un fenomeno che, tra l’altro, le associazioni della proprietà continuano a negare, come ci conferma Sforza Fogliani: “non c’è stato un aumento dei canoni, al di là di quelle che sono state le singole situazioni, che possono essere prese in considerazione, dovute a fatti particolari, a una città o all’altra.” Ma prontamente Barbieri risponde: “credo che tutti possano verificare semplicemente dagli annunci dei giornali, se non vogliono fare analisi più sofisticate, che insieme ai valori immobiliari, le richieste di affitto hanno subito aumenti notevoli.”
Affitti impazziti o semplice crescita dei valori immobiliari? Inquilini e proprietari hanno opinioni contrapposte. Sulla difficile questione si sono allora confrontati due responsabili di giornali immobiliari, che fotografano settimanalmente la temperatura degli affitti delle città di Roma e di Napoli.
Prende la parola Gabriele Caccamo, direttore del bi-settimanale romano Portaportese: “abbiamo assistito come in altri settori dell’economia, a una certa recrudescenza sul piano del valore degli immobili. Tanto per fare un esempio un appartamento di piccole – medie dimensioni, per un nucleo familiare di tre o quattro persone con uno o due stipendi in famiglia, poteva aggirarsi intorno al milione e mezzo di vecchie lire. Oggi il punto di partenza medio è intorno ai 1000 euro.” Dello stesso parere Roberto Aiello, direttore e responsabile della testata partenopea Quattromura: “ noi abbiamo notato che effettivamente un rialzo dei prezzi c’è stato e credo che l’inflazione percepita è una realtà in fin dei conti.”
Ancora lontani appaiono invece agli operatori presenti sul territorio gli obiettivi che il decreto Martinat-Tremonti vorrebbe raggiungere per controllare la corsa dei prezzi e anche per far emergere un mercato degli affitti in nero, che alcuni valutano addirittura intorno al 50%.
In questa situazione sarà quindi ancora nel breve termine la contrattazione libera a fare la parte del leone e per questo qualche consiglio prezioso può essere sempre utile. Ecco rispettivamente i consigli di Aiello e Caccamo: “innanzitutto che il contratto venga eseguito in forma scritta, per legge bisogna farlo. Seconda cosa che venga registrato. Terza cosa verificare bene le condizioni dell’immobile.”
“per chi affitta effettivamente è importante garantirsi un reddito. Quindi non attendere l’ipotetico inquilino che è disponibile a pagare di più di quello che è il prezzo reale. Per chi invece cerca, fare molta attenzione alle persone o alle agenzie che eventualmente dovessero chiedere degli anticipi, su delle prestazioni che sono tutte da vedere, tutte da stabilire.”
