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Casa sicura: speciale impianti elettrici

Per le case costruite dopo il marzo 1990, secondo quanto stabilito dalla legge 46 di quello stesso anno, gli impianti elettrici devono essere dotati di una dichiarazione di conformità (rilasciata dall’installatore che ha eseguito l’impianto) che attesta che sono state osservate le norme di sicurezza vigenti in materia.
Inoltre, ai sensi del dpr 447 del 6 dicembre 1991, si considerano adeguati gli impianti elettrici che presentino i seguenti requisiti:
sezionamento e protezione contro le sovracorrenti, posti all’origine dell’impianto; protezione contro i contatti diretti, protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale (salvavita) avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Per gli impianti realizzati prima del 1990, invece, sempre la legge 46 prevede che sia realizzato l’impianto di messa a terra e che venga installato un interruttore differenziale, il cosiddetto ’salvavita’.

La ‘’messa a terra’’ è il filo che porta le scariche improprie fino a un cavo conduttore che, attraversando verticalmente tutta la casa, scarica nel terreno sottostante. Si riconosce dalla presa a tre fori. Il foro centrale deve essere collegato a un cavetto verde e giallo, che percorre tutto l’impianto, insieme agli altri due cavi di tensione (di solito di colore azzurro e nero). Negli appartamenti il cavo si collega alla messa a terra condominiale. Nelle case singole il cavo finisce in un puntale di metallo affondato nel terreno.

Il salvavita è l’interruttore che scatta e interrompe l’erogazione di corrente quando c’è un guasto nell’impianto. Di fondamentale importanza in casi di cortocircuito (cioè quando vengono a contatto tra loro i due fili di tensione di una presa o di un apparecchio elettrico), il salvavita evita inoltre che l’impianto subisca sovraccarichi e che i fili si surriscaldino.

Spine, prese e adattatori possono risultare davvero pericolose se non conformi alle norme. Spesso se ne sottovaluta l'importanza, ma per evitare spiacevoli incidenti è necessario conoscere alcune caratteristiche di questi prodotti.
Nelle nostre case solitamente sono collocate due tipi di prese: a 10 A (ampère) e a 16 A. In generale per i piccoli elettrodomestici, come asciugacapelli, ventilatori si possono usare prese da 10 A, mentre per lavatrici, lavastoviglie, forni occorre usare prese da 16 A per evitare che la presa e i fili subiscano un sovraccarico che potrebbe causare cortocircuiti, incendi o danni all’impianto. La tensione massima alla quale può essere sottoposto un apparecchio viene indicata dal numero dei Volt: nelle abitazioni il voltaggio è di 220 ma le prese devono poter sopportare sbalzi fino al 10 per cento in più, e per questo viene indicata spesso la dicitura 250 V.

Da evitare i grappoli di spine sulla stessa presa. Negli impianti elettrici più recenti sono collocate prese a doppio amperaggio adatte sia alle spine dei grandi che a quelle dei piccoli elettrodomestici: hanno due fori che si spostano a seconda del tipo di spina che si inserisce in modo da sopportare sia i carichi maggiori sia i minori.
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