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Fondo Sociale per l'Affitto: oltre al danno la beffa!

Non esiste sintesi migliore per la vicenda relativa allo stanziamento per il 2002 del Fondo sociale per l’affitto, strumento istituito dalla legge di riforma delle locazioni (la n. 431 del 1998) per venire incontro alle esigenze abitative dei ceti sociali più svantaggiati. Ogni anno le Regioni ricevono dallo Stato un contributo finanziario destinato a integrare i canoni pagati dagli inquilini meno abbienti. Ebbene, dopo il calo già registrato nel 2001 (336 milioni di euro contro i 361 del 2000), le risorse destinate al Fondo sociale nel 2002 - causa conti pubblici sempre in bilico - sono scese drasticamente a quota 249 milioni.
Ma non è questo il punto.
L’ammontare del Fondo per il 2002 è stato ripartito tra le Regioni - come di consueto - con decreto del ministero delle infrastrutture del 4 dicembre 2002 e pubblicato in Gazzetta il 10 febbraio scorso. Ebbene, a soli due giorni di distanza, un decreto direttoriale dello stesso dicastero ha ulteriormente decurtato le risorse di altri 36 milioni di euro. Il motivo? Ci si era dimenticati del decreto taglia-spese del ministro Tremonti, che aveva stabilito una riduzione degli impegni di spesa dell’amministrazione pubblica del 15%.

Immediate le reazioni dei sindacati inquilini. “Siamo allo scandalo”, ha commentato Luigi Pallotta, segretario del Sunia, che così riassume: “il 10 febbraio 2003 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto con la ripartizione tra le Regioni dei 249 milioni di euro del Fondo; il 12 febbraio il Ministero delle Infrastrutture invia alle Regioni un altro decreto, firmato dal direttore generale con un taglio di circa 40 milioni di euro, sulla ripartizione pubblicata in Gazzetta”.
Anche il Sicet ci va giù duro: “Riteniamo illegittimo applicare il decreto taglia-spese agli stanziamenti per il Fondo”, ha spiegato a Miaeconomia Ferruccio Rossini, “e stiamo valutando se sussistano gli estremi per presentare ricorso alla magistratura”.
Anche perché, proseguono all’unisono i due sindacati, il taglio è scattato per i colpevoli ritardi del Governo nelle ripartizione del Fondo.
Le conseguenze sono facili da immaginare: “in questo modo – sostiene Rossini - si andranno a penalizzare oltre 100.000 famiglie che perderanno l'integrazione per il pagamento degli affitti, sempre più onerosi”.
Leggermente meno pesanti le stime del Sunia: “tra il taglio della Finanziaria e questo ulteriore provvedimento saranno 80.000 le famiglie che perderanno l'assegno integrativo al canone di locazione, con disagi particolari in Campania (26.000), in Lombardia (18.000) e nel Lazio (10.000).
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