Gli italiani amano la propria casa
Secondo una recente indagine di Astra/Demoskopea, il 64 per cento degli italiani vuole effettuare degli interventi sulla propria casa: il 44 per cento solo per abbellirla, il 20 per cento per traslocare in un’altra casa.La ricerca, condotta su un campione di persone dai 14 ai 69 anni, mostra inoltre che negli ultimi tre anni l’investimento economico sulle abitazioni è aumentato, con un 46 per cento di italiani che ha deciso di investire ‘’un po’ di più’’ per costruire, affittare o ristrutturare, e un 24 per cento che ha speso ‘’molto di più’’ rispetto agli anni precedenti.
Il dato più interessante è forse quello che dice che, dopo un secolo di immobilità residenziale, gli italiani stanno diventando sempre più inclini allo spostamento, riducendo in pratica la grande differenza che ci ha sempre diviso dagli americani, nomadi per tradizione.
Insomma, la casa resta sempre il punto centrale della vita ma ne sta cambiando il senso profondo, passando cioè da una struttura chiusa a una aperta, da una protesi dell’io a una sua espressione calda e gioiosa. Esempio di questo cambiamento è la maggiore importanza che si dà agli ambienti dove si vive, come la crescita del bagno (che sta diventando sempre di più il luogo dell’espressione della cura del corpo), della cucina (sempre meno il luogo dove si fa solo da mangiare), e del living room (che non è più il vecchio salotto ‘’di rappresentanza’’).
A decidere i cambiamenti e le spese sulla casa sono in maggioranza le donne (31 per cento contro il 18 per cento degli uomini), mentre il 51 per cento della popolazione sceglie in coppia le trasformazioni.
Anche la tecnologia non spaventa più come prima: i tecnofobi sono solo il 10 per cento, il 21 per cento la apprezza a patto che sia user-friendly, cioè facile da usare, mentre crescono i tecnofili (38 per cento) e i tecnofan, i veri appassionati, il 22 per cento degli intervistati.
