Guida Mutui: cosa e come detrarre
Oggi ci occupiamo di un onere molto frequente nelle famiglie degli italiani, ossia il mutuo acceso per l’acquisto dell’abitazione e le relative detrazioni da indicare nelle dichiarazioni dei redditi: ad essere precisi, la legge permette di indicare in Unico quali somme detraibili, nella misura del 19 per cento, gli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari destinati all’acquisto dell’abitazione principale.Per abitazione principale, dal 2001, si intende l’immobile in cui il contribuente ed i suoi familiari dimorano abitualmente: pertanto, ecco che il contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo può usufruire della detrazione anche nel caso in cui l’immobile venga adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado).
In caso di separazione legale anche il coniuge separato, finché non intervenga l’annotazione della sentenza di divorzio, rientra tra i familiari; in caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque il beneficio della detrazione per la quota di competenza se presso l’immobile hanno dimora abituale i suoi familiari.
Ove invece il mutuo sia contestato con il coniuge fiscalmente a carico il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.
La legge prescrive un’ulteriore condizione: per usufruire della detrazione è necessario che entro un anno dall’acquisto l’immobile sia adibito ad abitazione principale, ed è inoltre necessario che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo alla stipulazione del contratto di mutuo.
Infine, i “paletti” di natura quantitativa.
La detrazione, infatti, spetta per un importo massimo di 3.615,20 euro: in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo il predetto limite va riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.
