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ICI, in arrivo la protesta

I proprietari di case già lo sanno sulla loro pelle: per il fisco il mattone è la gallina dalle uova d'oro per eccellenza. I dati del 2002 sono lì a dimostrarlo: nonostante l'esenzione Irpef prevista per l'abitazione principale, le varie forme di tassazione previste sulla proprietà immobiliare hanno prodotto un gettito nelle casse dell'erario pari a quasi 28 miliardi di euro, tra Iva, Ici, Irpef, tassa sui rifiuti.
Lo ha reso noto l'Asppi (Associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari) che, su elaborazione dei dati forniti dall'Agenzia delle Entrate, sostiene che dall'imposizione sugli immobili lo Stato nel 2002 ha incassato 27,7 miliardi, di cui circa un terzo, 9,47 miliardi, dall'Ici.

E nel mirino delle varie sigle di difesa dei proprietari di casa è proprio l'Ici, definita dall’Asspi “un'imposta gravosa, ingiusta e in continuo aumento”.
Un’imposta “che da provvisoria è diventata ormai permanente e sempre più esosa” nella maggior parte dei comuni, per la quale si chiede una “radicale trasformazione”.
Dal 1995 al 2001, affermano i proprietari, il gettito Ici è infatti aumentato del 21%, passando da 7,4 miliardi di euro a 9,41 miliardi. Ma l'allarme non è finito e il 2003 rischia di registrare rincari record. L’impennata – ha affermato il presidente dell'associazione Enrico Rizzo - sarà ulteriormente accentuata dal congelamento, disposto con l'ultima finanziaria, delle addizionali comunali Irpef. I comuni, non potendo agire su quella leva fiscale, potrebbero quindi decidere di appesantire l'Ici.

La richiesta di modifica dell’Ici passa per una radicale trasformazione: da “imposta sulla proprietà a tassa sui servizi pagata dagli utilizzatori degli immobili”, come avviene per la tassa sull'immondizia. In pratica l' imposta pagata dai possessori degli immobili andrebbe a gravare anche sugli affittuari.
Ma non solo: va anche commisurata “alla capacità di reddito delle persone e deve essere detraibile fiscalmente”. Modificare i criteri di applicazione dell'aliquota, afferma ancora l'Asppi, garantirebbe anche di frenare l'aumento dei canoni di affitto e permetterebbe uno sviluppo più sano del mercato immobiliare.
''Abbiamo raccolto 50.000 firme per chiedere un cambiamento - continua Rizzo - e abbiamo scelto questo momento per far coincidere la nostra richiesta con la discussione sul federalismo fiscale”.

Anche Confedilizia non ha mancato di far sentire la sua voce: “l'Ici è diventato un balzello troppo esoso e complicato, gli italiani non ne possono più”, ha dichiarato il presidente della principale associazione dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani. “Ancor più odioso è che i Comuni abbiano trovato il modo di ulteriormente infierire sui proprietari di casa rendendo l'imposta una giungla inestricabile di aliquote e di modalità di pagamento - ha aggiunto Sforza Fogliani parlando a Como durante un convegno - così che alla gravosità del tributo si aggiunge una perversa gravosità relativa alle modalità di pagamento”.
E’ ora che il Governo se ne accorga - ha ammonito il presidente di Confedilizia – a cominciare dal trattamento dei redditi immobiliari in sede di attuazione della delega per la riforma fiscale. Per questo il presidente di Confedilizia ha annunciato per gli inizi di giugno ‘un mese di passione’, ossia una serie di manifestazioni in accordo con le altre sigle della proprietà immobiliare.

Tornando ai dati, secondo uno studio dell'Anci (l'associazione dei comuni italiani) i capoluoghi di provincia in cui l'aliquota ordinaria pagata nel 2002 è già ai massimi livelli previsti dalla legge (il 7 per 1.000) sono 30 e la cifra sale a 1.119 se si prendono in considerazione tutti i comuni. Un dato in netta crescita rispetto ai 238 comuni di cinque anni fa.

Ecco in una tabella l'ammontare delle imposte sugli immobili (espresse in milioni di euro) nel 2002 secondo l'agenzia delle Entrate.

Imposta Ammontare Peso %

Imposizione su trasferimenti
IVA 3.841 13,87
Imposta di registro 2.629 9,49
Imposta ipotecaria-catastale 1.527 5,51
Imposta di successione 497 1,79 -

Imposizione statale
IRPEF 5.474 19,76
IRPEG 683 2,47
INVIM 104 0,38

Imposizione locale
ICI 9.471 34,19
Tassa sui rifiuti 3.373 12,18
Tributo ambiente 101 0,37

TOTALE 27.700 100,00

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