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In arrivo la nuova legge contro il caro-affitti

Riforma della legislazione sull'affitto attraverso l’abolizione del contratto a canone libero, in modo da garantire una casa a prezzi accessibili alle famiglie italiane; drastica riduzione della tassazione sui proventi da affitto; maggiore finanziamento dell’edilizia pubblica e del Fondo di sostegno alla locazione, per rispondere alla crescente domanda di casa.
Sono alcuni dei punti contenuti nella bozza di proposta di legge di iniziativa popolare allo studio delle tre principali associazioni sindacali degli inquilini.

Lo scopo prioritario è contrastare con ogni mezzo l’emergenza sociale venutasi a creare per la concomitanza di vari fattori, in primis il caro-affitti. Dall'ingresso dell'euro ad oggi - dicono Sunia, Sicet e Uniat - i canoni di locazione a Roma sono cresciuti mediamente del 55%, a Milano del 60%, con un’incidenza di oltre il 50% su un reddito familiare medio. Incrementi inferiori al Sud (del 40% a Napoli, del 35% a Bari, del 30% a Palermo), ma con un peso sul reddito familiare che arriva anche all'80%.
Tant’è che lo sfratto per morosità, secondo dati del ministero dell'Interno, supera con un rapporto di 9 a uno gli sfratti per finita locazione e causati da necessità del proprietario.
La causa di questa situazione, secondo i tre sindacati degli inquilini, va ricercata nel canale libero previsto dall’attuale legge sulle locazioni, la n. 431 del 1998, che prevede la possibilità delle parti di accordarsi liberamente sul canone di locazione. A danno delle fasce a reddito medio-basso, specie in aree caratterizzate da scarsa offerta abitativa.

Le altre due criticità segnalate dalle tre associazioni riguardano le modalità di vendita degli alloggi degli enti previdenziali e la crisi attraversata dagli istituti di edilizia popolare. Gli inquilini denunciano la forte crescita dei prezzi di cessione delle case oggetto della nuova tornata di cartolarizzazioni, oltre il 50%, insieme alla diminuzione delle tutele dei locatari, e per questo hanno indetto una manifestazione unitaria per il 10 giugno di fronte al Ministero del Tesoro a Roma.

Sul fronte delle case popolari, il 92% delle famiglie che fa richiesta di alloggio pubblico ai vari istituti regionali non ottiene nemmeno risposta. Gli alloggi di edilizia popolare - sottolinea Ferruccio Rossini, segretario generale Sicet - dovranno passare dagli attuali 700.000 a quota due milioni.
Il 30 giugno inoltre, a meno di ulteriori proroghe del blocco degli sfratti, si prefigura un'ulteriore emergenza.

Via dunque a una proposta di legge di iniziativa popolare: la raccolta delle 500mila firme necessarie partirà il 15 settembre attraverso tavoli in tutte le piazze italiane per concludersi con una grande manifestazione nazionale a Roma con l'adesione dei sindacati e organizzazioni sociali.

Passando al dettaglio della proposta elaborata dalle associazioni, la principale novità riguarderebbe l’obbligo di stipulare contratti di tipo concordato. “Non si tratta però di un ritorno all'equo canone – chiarisce subito il segretario generale del Sunia, Luigi Pallotta - ma di un'evoluzione della contrattazione.” A tal riguardo la contrattazione tra sindacati inquilini e sindacati della proprietà verrebbe estesa dagli attuali 800 comuni ad alta tensione abitativa a tutti i Comuni italiani.
Numerose le novità sul piano fiscale: si punta innanzitutto a riformare radicalmente l’attuale regime di tassazione sul reddito da contratti di locazione, sostituendolo con un'unica aliquota fissa del 12,5%, alla stregua delle rendite mobiliari; previste inoltre facilitazioni maggiori per la registrazione del contratto, con un'imposta proporzionale del registro nella misura del 50%, così da abbattere i contratti in nero (oggi oltre il 60%).

Sul fronte pubblico, il contributo dello Stato per l'edilizia residenziale, secondo la bozza del provvedimento, deve essere pari all'1% del bilancio pubblico per ciascun anno finanziario, mentre la dotazione del Fondo di sostegno all’affitto dovrà essere pari ad almeno 500 milioni di euro annui. Previste inoltre misure di incentivazione per chi costruisce immobili ad uso locazione abitativa.

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