Strano ma vero: attenti alle Coop. Edilizie
Una vicenda che avrebbe dell’incredibile, se non fosse che questi drammi si ripetono ormai con troppa frequenza da svariati anni e in tutto il territorio della penisola. Centinaia di famiglie che dopo aver risparmiato con tanti sacrifici e aver creduto alle promesse di un imprenditore immobiliare a dir poco truffaldino, vedono sempre più lontano il sogno di tutta una vita: l’acquisto del bene più prezioso, la casa.Stiamo parlando dell’ultimo episodio nella funesta catena di fallimenti immobiliari che si susseguono senza tregua un po’ in tutte le regioni italiane.
Questa volta il dramma si svolge nella periferia sud della Capitale, a Casal Palocco. Centinaia di famiglie che vivono in 240 villette consegnate nel 1998, dopo 6 anni di lavori e dopo aver versato centinaia di milioni delle vecchie lire, ma senza titolo di abitazione, ossia senza aver potuto procedere al rogito.
I numeri sono da far venire i brividi.
A fronte di un piano finanziario a consuntivo di circa 45 milioni di euro, i soci della cooperativa nel corso degli anni hanno versato in totale 36 milioni di euro, oltre a corrispondere 8,5 milioni a titolo di pagamento di rate di mutuo. Inoltre, l’istituto di credito di riferimento, la Banca Popolare di Novara, ha erogato a titolo di mutuo fondiario quasi 23 milioni di euro. Fatte le debite somme e differenze, l’ammanco è di oltre 22 milioni di euro.
Ma non è tutto: tra crediti vantati dalla Banca verso la Cooperativa e altri debiti contratti dalla cooperativa stessa verso terzi, i soci della “Palocco 84”, oltre a non essere ancora proprietari dell’abitazione, risulterebbero ancora debitori per un importo complessivo che sfiora i 40 milioni di euro.
Insomma, una vera operazione truffaldina quella di cui sono rimaste vittima le famiglie coinvolte, che adesso si trovano nella pratica impossibilità di procedere all’acquisto se non a prezzo di enormi sacrifici economici, e quindi di perdere gli immobili in cui vivono e costruiti con i loro soldi.
Ma la domanda è: dove sono finiti i soldi? Abbiamo rivolto il quesito a Riccardo De Benedetti, coordinatore del Co.na.fi (Coordinamento vittime dei fallimenti immobiliari), che nei scorsi giorni ha portato decine di famiglie coinvolte nella vicenda di fronte al Senato per far sentire la propria voce ai parlamentari impegnati nella discussione del ddl Duilio. Un disegno di legge che si pone l’obiettivo di tutelare la posizione contrattuale dell’acquirente nell’acquisto della casa in costruzione.
“La Palocco 84 – spiega De Benedetti - è una delle numerose cooperative costituite e gestite dal Consorzio Coop Casa Lazio. E’ da ritenere che i soldi versati dai soci e dalla banca siano stati fagocitati, a loro insaputa, per coprire buchi finanziari causati da precedenti iniziative edilizie mal gestite dal Consorzio stesso.” Quindi un meccanismo truffaldino “che tende a ritardare la resa dei conti scaricando sui malcapitati dell’ultima iniziativa i risultati negativi di anni di malagestione.”
Come si stanno muovendo le vittime? L’Avv. Franco Casarano (Assocond) il punto di riferimento legale per le famiglie di ogni parte d’Italia coinvolte in drammi simili, ci spiega che la banca (la Cariverona) pur dicendosi disponibile a trovare una soluzione, ha fatto una proposta assolutamente insoddisfacente: “ha offerto circa 750 mila euro di sconto sui 23 milioni corrisposti a titolo di mutuo, praticamente gli interessi dell’ultimo anno”. Insomma una sorta di obolo. Assocond sta ancora valutando la proposta del management dell’istituto, ma si sta orientando a chiedere perlomeno il dimezzamento del debito.
Ma ancora più indecente è stata la risposta del presidente del Consorzio Casa Lazio. Il Sig. Emilio Francesco Falco si è detto disponibile a ‘girare’ ai soci i soldi delle prossime iniziative edili. Insomma una sorta di catena di Sant’Antonio alle spalle degli acquirenti delle ‘case di carta’.
Come finirà non è facile dirlo, ma ciò che è certo, conclude De Benedetti, “è che nonostante la gravità della situazione, il Consorzio continua ad operare in assoluta tranquillità ed altri soci aderiscono a nuove cooperative”. Dopo i soci della Palocco 84 a chi toccherà?
