Ristrutturazioni agevolate: una proroga dal governo?
Si moltiplicano gli annunci da parte di autorevoli esponenti dell’esecutivo riguardo una probabile proroga degli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni edilizie. Rispondendo ad una interrogazione parlamentare in Commissione Finanze alla Camera, il sottosegretario all'Economia Maria Teresa Armosino ha spiegato che le agevolazioni sono state utili per rilanciare l'intero comparto edile e per favorire l'emersione di sacche di lavoro nero. Si rende dunque indispensabile – ha proseguito la Armosino - una proroga della detrazione dall'Irpef del 36% delle spese sostenute per lavori di edilizia, in scadenza il 30 settembre prossimo.L’intervento del sottosegretario ha fatto seguito a quello del vice ministro alle Infrastrutture Ugo Martinat, che a margine dell’assemblea dell’Ance nei giorni scorsi si era detto favorevole a una proroga “strutturale” dello sconto fiscale da inserire nel Dpef. “Come Ministero abbiamo proposto quale prioritaria la proroga del 36% di sconto fiscale sulla ristrutturazione delle case - ha detto Martinat. “A nostro avviso andrebbe inserito addirittura in modo strutturale nel Dpef che stiamo preparando con il ministro Tremonti - ha aggiunto ancora il vice ministro - perché sicuramente crea grande occupazione e dà la possibilità di restaurare le case del patrimonio italiano che sta diventando uno dei più vecchi ed obsoleti d'Europa.”
Mentre la proroga del 36% sembrerebbe dunque assai probabile, per l’Iva ridotta al 10% il discorso è diverso. Questo perché la normativa comunitaria non consente l'applicazione dell'agevolazione per un periodo superiore ai tre anni, che scadono il prossimo 31 dicembre 2003. Pertanto l’Iva ridotta non potrà essere concessa per il 2004 a meno che non intervenga una precisa disposizione normativa comunitaria.
Lo stesso Martinat, di recente, aveva illustrato in sede di Commissione Ambiente alla Camera l’impatto delle agevolazioni fiscali in termini di mancato gettito per le casse dello Stato. Nell'ultimo trimestre 2003 – secondo i calcoli del Dipartimento per le politiche fiscali del ministero dell' Economia - lo sconto del 36% ha determinato una perdita di gettito di competenza di circa 10 milioni di euro, mentre per il 2004 la perdita di gettito complessiva stimata per competenza risulta pari a 113 milioni di euro (103 milioni + 10 milioni). Questa stima, ha spiegato Martinat, rappresenta l'importo della detrazione annua effettuata: “pertanto, considerato che la detrazione viene ripartita in 10 anni, la perdita totale, per l'intero periodo ammonta a circa 1.130 milioni di euro.”
Le stime per la verità non tengono conto dell'effetto volano determinato dalle agevolazioni fiscali. In assenza dello sgravio Irpef probabilmente il volume d'affari indotto sarebbe minore.
Per quanto riguarda invece la riduzione dell'aliquota Iva al 10 per cento per i lavori di ristrutturazione in genere, indipendentemente dai soggetti che li richiedono, purché effettuati su edifici a prevalente destinazione abitativa, la perdita di gettito stimata per l'ultimo trimestre del 2003 e' pari a circa 60 milioni di euro. Per il 2004 la perdita di gettito stimata ammonta a circa 240 milioni di euro.
