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Il mattone diventa inarrestabile

Prosegue senza pause il ciclo positivo del mercato immobiliare italiano. Anche nel primo semestre 2003 i prezzi delle case hanno registrato aumenti consistenti, in misura maggiore al Sud (+5,6%) rispetto al centro (+3,2%) e al Nord (2,7%).
La rivalutazione maggiore si è registrata nelle grandi città, che hanno messo a segno un incremento medio del 5%. Nei cinque anni trascorsi dall’inizio del ciclo immobiliare, il gap tra l’aumento delle quotazioni nei grandi centri urbani e quello nei capoluoghi di provincia ha raggiunto il 14,7%.
Sono queste le principali indicazioni che emergono dal Rapporto immobiliare Tecnocasa relativo al primo semestre 2003, presentato ieri a Milano.
Un mercato che sprizza ancora salute, come testimonia il numero ancora elevato di compravendite nel comparto abitativo.

In cima alle preferenze degli italiani saldamente al comando mono e bilocali, che insieme totalizzano il 65% della domanda a Milano e il 52,1% a Roma. A livello nazionale si registra però uno spostamento delle preferenze dai bilocali a monolocali, una tipologia questa ricercata soprattutto da giovani e lavoratori fuori sede.
“Singolare – nota Guido Lodigiani, responsabile dell’Ufficio studi di Tecnocasa - il comportamento del mercato immobiliare per quel che riguarda le diverse tipologie. Si sono apprezzati di più gli immobili  modesti da un lato e quelli più prestigiosi dall’altro.”
Nel complesso – spiega Lodigiani – gli italiani si sono orientati con una lieve preferenza verso le soluzioni economiche usate, che hanno mostrato un aumento dei valori superiore dell’1%  rispetto alle soluzioni ristrutturate. Diverso l’andamento per quel che riguarda gli immobili di tipo signorile, che ha visto apprezzarsi maggiormente le soluzioni  nuove.

Significativa, almeno a Milano, la fetta di mercato rappresentata dagli stranieri, soprattutto egiziani e cinesi: il 12.7% delle compravendite in città, con un aumento del 5.9% rispetto al primo semestre del 2002, e il 9% in provincia.

Un importante indicatore dello stato del mercato, la disponibilità di spesa per l’acquisto di un’abitazione, è cresciuta  fra gennaio ed agosto nelle grandi città, almeno per le classi di potenziali acquirenti  medie e superiori (oltre i 199 mila euro, il 22,8% del totale) mentre è in flessione la consistenza della fascia fino a 100 mila euro.

Per orientarsi nelle prospettive a breve termine del mattone è necessario allargare l’analisi all’andamento dei mutui. Stando agli ultimi dati di Bankitalia, a luglio le richieste di finanziamento per la casa hanno raggiunto i 136 miliardi. In ragione, osserva Lodigiani, più nell’incremento dell’importo medio erogato, che ha toccato il valore medio di  91mila euro nel primo semestre dell’anno, che nell’aumento del numero di mutui.
La corsa al finanziamento, tuttavia, potrebbe trovare un freno nei prossimi mesi in un probabile innalzamento dei tassi fissi alla clientela, sulla scia della leggera crescita tendenziale dell’Euribor registrata nei mesi estivi.
Fatte queste considerazioni, la previsione di Tecnocasa indica comunque in un buon +4% il tasso d’incremento dei prezzi di qui a fine anno.

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