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Solita desolante Italia: in arrivo un condono edilizio?

Si moltiplicano gli annunci di un nuovo condono edilizio da parte di esponenti della maggioranza. Messe ormai quasi a tacere le voci contrarie  – peraltro flebili – l’unico nodo ancora da sciogliere è solo quello legato all’entità della sanatoria.
Saranno una serie di incontri tecnici che si terranno nei prossimi giorni tra i diversi ministeri coinvolti a mettere a punto i confini del prossimo condono edilizio. Varie le ipotesi allo studio: secondo il sottosegretario all'Economia Gianluigi Magri (Udc), il Governo punterebbe su un incasso variabile tra 1 e 2,5 miliardi di euro a seconda della larghezza delle maglie della sanatoria.
A decidere la tipologia del condono saranno quasi certamente considerazioni di bilancio. Il gettito, nel caso di mini-sanatoria sulla falsariga di quella proposta l’anno scorso dal presidente della Commissione ambiente Pietro Armani, sarebbe troppo esiguo per far fronte alle esigenze della Finanziaria. Ed ecco dunque che si parla sempre più insistentemente di una via di mezzo tra un condono light e una maxi-sanatoria.
La proposta Armani escludeva le nuove edificazioni, le opere non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, gli interventi nelle zone e fabbricati sottoposti a vincoli, salvo che non avessero ottenuto il parere favorevole dell'amministrazione preposta alla tutela del vincolo. I tecnici dei vari ministeri coinvolti dovranno, a partire da questo, mettere a punto una versione meno leggera ma neanche troppo estesa. “Faremo sicuramente una scelta intermedia più larga dell'ipotesi di sanatoria per i piccoli abusi” ha spiegato Magri.

Ma An frena sull'ipotesi di discostarsi molto dalla proposta iniziale. “Noi continuiamo a ragionare solo su questa base: sanare gli abusi commessi nelle volumetrie esistenti e no alle sanatorie per le costruzioni abusive”, ha dichiarato il coordinatore in commissione Bilancio a Montecitorio, Alberto Giorgetti. Con un'eccezione, però: “stiamo riflettendo sui comuni che non hanno mai fatto il piano regolatore che sono soprattutto nel Mezzogiorno. Per questi si potrebbe ipotizzare di estendere il condono a fronte di una regolarizzazione per i piani regolatori”.

Oltre a definire i confini della sanatoria edilizia il Governo – secondo fonti bene informate - starebbe ragionando sull'opportunità di emanare un decreto ad hoc per il condono. Questo per evitare l’assalto alla diligenza che si scatenerebbe sul gettito nel caso di inserimento della sanatoria nella manovra finanziaria.

Dal fronte dei contrari, Legambiente non cessa di gridare allo scandalo: “all'enorme danno di un evidente regalo alla illegalità - ha dichiarato il portavoce nazionale, Roberto Della Seta - si aggiunge una beffa: o lo Stato pensa che l'Italia è il Paese dei 5 milioni di verandine da condonare - visto che l'ammenda minima sarà di 500 euro e il gettito necessario almeno pari a 2,5 miliardi - o, assai più probabile, si va incontro ad un maxi-condono che provocherà il solito effetto boomerang facendo lievitare il mercato del mattone selvaggio, come già successo con quello di Craxi-Nicolazzi dell'85 e Berlusconi-Radice nel '94”.
Oltre allo scempio del territorio, Legambiente solleva un’altra considerazione. “Se tutto va bene, il Governo farà incassare allo Stato soldi che domani dovranno sborsare i Comuni per garantire le opere di urbanizzazione a chi ha costruito illegalmente”.
E proprio pensando ai Comuni - sostiene l'associazione - va detto che sono ben 445.300 le pratiche ancora aperte nei capoluoghi di regione con la legge 47/85 e 132.993 con la legge 724/94. “Se si considera che nel '94 per raggiungere l'incasso dei 3 miliardi di vecchie lire - conclude Roberto della Seta - sono state presentate 1.367.421 domande, che cosa dovrà sanare il Governo per raggiungere quasi il doppio della cifra?”

Anche il Wwf fa sentire la sua voce: “a questo punto l'Italia rischia di diventare il Paese dell'abusivismo”. Una misura di questo tipo, spiega una nota dell’associazione, sarebbe “inaccettabile dal punto di vista etico e della legalità perché premia i furbi e coloro che hanno costruito in modo illegale”.

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