Una moda dall'America: i tritarifuti presto anche nelle nostre case
Tecnicamente si chiamano dissipatori domestici. Nel linguaggio comune 'tritarifiuti': molto più noti negli Stati Uniti che in Italia, a breve potrebbero diventare normali elettrodomestici anche sotto i lavelli del Belpaese. Il deputato Daniele Galli, di Forza Italia, ha infatti presentato una proposta di legge per promuovere e sostenere l'installazione dei dissipatori nelle case degli italiani.Ma cosa sono i tritarifiuti? Piccoli elettrodomestici che, riducendo in particelle i rifiuti di origine alimentare (noti come rifiuti umidi), e con l'aiuto dell'acqua corrente, permettono lo smaltimento in modo diretto e veloce nella rete fognaria. In poche migliaia di unità, questi elettrodomestici sono già installati in alcune cucine italiane. Ma Galli ipotizza che questa pratica possa contagiare tutto il Paese, e per promuovere le installazioni e gli adeguamenti nella sua proposta di legge, ha previsto un primo finanziamento di circa 2 milioni di euro.
''La finalità di questa proposta di legge - afferma Galli - è anche che lo smaltimento possa evitare, specialmente in vicinanza dei cassonetti, il proliferare di parassiti, e l'insorgere di cattivi odori, facilitando l'allontanamento istantaneo del rifiuto senza che questo possa produrre effetti negativi su igiene e salute pubblica''.
Ma saranno pronte le case degli italiani ad accogliere, da un punto di vista tecnico, queste nuove apparecchiature? È proprio per facilitare una buona accoglienza che la proposta di legge prevede incentivi e sgravi fiscali sia per gli immobili di nuova costruzione, sia per quelli che necessitano di ristrutturazioni e adeguamenti. ''È evidente che è necessario prevedere durante la costruzione - prosegue Galli - che gli scarichi siano atti a contenere detti dissipatori per la triturazione e la eliminazione di tutti i rifiuti di origine alimentare''.
