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Una soluzione contro il caro-affitti: l'edilizia sociale

La domanda di casa è ancora “vigorosa”, sia per l'acquisto dell'alloggio di proprietà, sia come investimento, ma sul mercato incombe la minaccia di una crescita a spirale dei prezzi a causa di un’offerta troppo scarsa rispetto alla richiesta, con il forte rischio di un ulteriore caro-affitti. E’ un quadro a tinte drammatiche quello tracciato dal presidente dell’Ance Claudio De Albertis nella presentazione dell'Osservatorio congiunturale sull'industria delle costruzioni.
“Sul fronte del mercato dell'affitto sta emergendo con sempre più evidenza una forte pressione della domanda delle famiglie con basso reddito – spiega il presidente dell'Associazione dei costruttori edili - che contrasta con la esigua disponibilità di abitazioni di edilizia residenziale pubblica”. L'offerta di alloggi popolari – aggiunge De Albertis - riesce a soddisfare meno di un decimo della domanda (appena l'8% delle domande di assegnazione).
E questo nonostante gli investimenti nel comparto abitativo siano aumentati nel 2003 del 1,9%. Un risultato da leggere però con cautela: mentre le risorse destinate alla costruzione di nuovi alloggi sono aumentate del 2,4% (contro il 2% nel 2002), l’incremento degli interventi di riqualificazione è sceso dal 3% del 2002 all’1,5%, probabilmente a causa dell’incertezza sulla proroga delle agevolazioni fiscali del 36% sulle ristrutturazioni avvenuta solo in extremis.

La ripresa dell'interesse per il bene casa – segnala l’Ance - ha evidenziato una rigidità del mercato immobiliare nell'incontro tra domanda e offerta, con tensioni che si sono soprattutto manifestate in un aumento dei prezzi delle abitazioni, sia per le compravendite che per il mercato degli affitti. Una delle cause che ha contribuito a ‘drogare’ i prezzi, secondo l'Ance, è la carenza di abitazioni, tale da determinare una domanda superiore all'offerta. E questo nonostante la ridotta percentuale di famiglie che vive in affitto, solo il 19%. Un dato notevolmente inferiore rispetto ad altri paesi europei: Germania 60%, Olanda 47% e Francia 42%.
Ma un efficiente mercato dell'affitto - afferma De Albertis - continua a essere una condizione necessaria: “bisogna ridefinire insomma l'intervento pubblico nell'ambito dell'edilizia sociale se non si vuole aprire una stagione di tensioni dal rilievo drammatico”.

Per il 2004 l’associazione nazionale dei costruttori prevede una domanda per l’acquisto di abitazioni “ancora in crescita e sempre più selettiva”, anche se “con ritmi meno evidenti di quelli verificatisi negli anni precedenti”.

L’allarme sul caro affitti viene respinto al mittente da Confedilizia. Secondo la principale associazione della proprietà edilizia, al contrario, i canoni sono ancora fermi anche ai livelli di tre anni fa. “Che parli di un caro affitti l'associazione che rappresenta i costruttori che vogliono costruire case popolari non meraviglia; peccato che in questi giorni, pure caldi sul fronte del caro vita, nessuna altra organizzazione ha parlato di affitti in crescita”.

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