Piccoli propietari: un condono inammissibile
Piccoli proprietari di case nettamente contrari al condono. Appena dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il maxi decreto legge contenente la sanatoria edilizia ha provocato un forte malumore nelle associazioni della piccola proprietà immobiliare.Una reazione frutto del disappunto per il mancato rispetto delle promesse da parte del Governo. Le varie associazioni dei proprietari si erano inizialmente dichiarate favorevoli a un’ipotesi di condono limitato ai piccoli abusi, per evitare che le speculazioni di pochi furbi continuassero a danneggiare gli onesti cittadini.
Grande è stata dunque la delusione quando hanno preso visione del condono nella sua formulazione definitiva: una vera e propria sanatoria generalizzata, e non limitata ai piccoli abusi interni alle abitazioni che non avrebbero compromesso la statica e la sicurezza dei fabbricati.
“Siamo contrari al condono edilizio perché premia i furbi e quanti se ne infischiano della legge”. E' questo il parere di Enrico Rizzo, presidente nazionale dell'Asppi (Associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari), che così boccia la normativa approvata dal governo.
Da parte sua, l’Unione piccoli proprietari immobiliari (Uppi) è preoccupata per la mancanza di adeguati strumenti di tutela dei cittadini nel possibile (e probabile) contenzioso che emergerà con gli enti locali. In tal senso l’Uppi conferma che il nuovo decreto non ha risolto il problema del carico dei condoni pregressi inevasi dagli anni precedenti. E sul problema del silenzio-assenso afferma che si “produrranno sicuri effetti negativi e una nuova attività immobiliare illecita, impedendo la rimozione della causa dell’abusivismo: il rapporto di forte contrapposizione tra il cittadino e la pubblica amministrazione”.
Anche l’Apu (Associazione dei Proprietari Utenti) sembra dello stesso avviso quando esprime il suo netto dissenso su una normativa che produrrà il rilancio dell’abusivismo, l’illegalità urbana, un’ulteriore dequalificazione dei servizi e delle infrastrutture, nonché il degrado ambientale e territoriale.
Dalle associazioni dei proprietari si alza dunque una voce unanime: il Parlamento deve modificare il decreto del Governo, limitando la sanatoria ai piccoli abusi interni delle abitazioni.
L’unico apprezzamento per la Finanziaria è quello espresso da Antonio De Monaco, presidente nazionale dall’APU, per due novità: la proroga di un anno dello sgravio fiscale del 36% (fino al 31 dicembre 2004) e la proroga di tre mesi dell’IVA ridotta al 10% (fino al 31 dicembre di quest’anno) per i proprietari che ristrutturano le proprie abitazioni.
