Condono edilizio: facciamo il punto della situazione
Tra le proteste dell’opposizione e i malumori di larghe fette della maggioranza, alla fine il condono edilizio è giunto in porto. Emendamenti dell’ultima ora e ricorsi alla Corte costituzionale permettendo. Grazie anche al ricorso al voto di fiducia con cui il Governo ha ottenuto l’approvazione del decretone collegato alla Finanziaria, nel quale sono contenute le disposizioni inerenti la sanatoria.La necessità di far cassa ha prevalso dunque su ogni considerazione di natura etica o politica. E in effetti il gettito stimato è da far venire l’acquolina in bocca: almeno 3,2 miliardi ai quali vanno aggiunti più di 600 milioni per il condono sulle aree demaniali.
Ma che cosa sarà possibile sanare? E quanto si paga? Vediamo nel dettaglio tipologie e limiti di abusi sanabili, costi e tempi per presentare domanda.
Limiti
Sarà possibile condonare ampliamenti di costruzioni esistenti in misura non superiori al 30%, o alternativamente a 750 metri cubi. Stesso tetto per le nuove costruzioni, per le quali la volumetria complessiva in ogni caso non deve comunque superare i 3.000 mc (come somma di più unità immobiliari).
Aree demaniali
Occorre distinguere tra aree demaniali ‘semplici’ e demanio marittimo, lacustre e fluviale. Nel primo caso la sanatoria sarà possibile e l'interessato potrà acquistare l'area pubblica sulla quale insiste l'opera. Si allarga dunque con questo provvedimento la sanatoria per gli sconfinamenti nelle aree demaniali che, sempre per decreto legge, era entrata in vigore quest'estate. Nel secondo, stando alle ripetute affermazioni del governo, la possibilità di sanatoria sembrerebbe esclusa, anche se – come rilevano i tecnici della Camera – l’interpretazione della norma non è pacifica.
Costi
L'esborso è legato a diverse variabili: tipologia dell'abuso, opera su area demaniale, numero di abitanti del Comune. In ogni caso per un abuso 'semplice’ (ampliamento o opera realizzata in difformità del titolo abitativo edilizio o in assenza di piano regolatore) l’oblazione va da un minimo di 60 a un massimo di 150 euro al metro quadrato. Per gli abusi che si siano tradotti in una manutenzione o restauro dell'immobile si pagherà un forfait (da un minimo di 516 ad un massimo di 3.500 euro). A questo vanno aggiunti gli oneri concessori (da un minimo di 18 euro mq) e il costo dell'area se si è costruito su terreno pubblico.
Tempi
E' condonabile in ogni caso solo ciò che è stato realizzato prima del 31 marzo 2003. Le domande dovranno essere presentate al Comune entro il 31 marzo 2004. Si pagherà in 3 rate (il 30% entro il 31 marzo 2004, poi entro il 30 giugno e il 30 settembre dello stesso anno).
Esclusioni
Non potranno accedere al condono – tra gli altri – quei soggetti condannati per mafia o riciclaggio, e quelli che hanno realizzato opere per le quali non è possibile apportare adeguamenti anti-sismici. Esclusi dalla sanatoria anche gli abusi realizzati su immobili che costituiscono monumento nazionale.
Come dicevamo all’inizio, la partita-condono non è ancora conclusa. La materia è stata oggetto di un lungo braccio di ferro e sono diverse le regioni che richiamandosi al principio della legislazione concorrente hanno già adottato deliberazioni e ricorsi alla Corte costituzionale per ostacolare la sanatoria sul loro territorio. Infine, le Regioni potranno incrementare fino ad un massimo del 10% l'oblazione e raddoppiare gli oneri di concessione.
