Una buona notizia: niente polizza anticalamità
Tanto rumore per nulla. L’articolo della Finanziaria che istituiva la polizza anticalamità obbligatoria per i proprietari di case è stato stralciato.Il vespaio di polemiche sorte in seguito all’inserimento nella manovra di bilancio di quello che l’opposizione aveva definito “un nuovo balzello”, si è dunque dissolto ad opera della stessa maggioranza.
Lo ha annunciato il relatore alla Finanziaria Gianfranco Blasi (Fi), che ha dovuto prendere atto della richiesta trasversale proveniente da gran parte delle forze politiche.
E' la seconda volta che la polizza anti-sisma viene stralciata da una Finanziaria: in precedenza era avvenuto nel '98 con un governo di centrosinistra.
Per i proprietari di immobili, "una categoria già troppo vessata", l'arrivo della polizza
anti-calamità "sarebbe stato veramente troppo". E' quanto afferma il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, nella speranza che questa "sia la definitiva pietra sepolcrale su una riforma che abbiamo avversato sin dall'inizio, non voluta neppure dagli assicuratori, e che nei termini proposti si presentava inaccettabile non fosse altro perché sottoponeva i proprietari di casa in pressoché tutta Italia ad una doppia imposizione per difendersi da un medesimo pericolo, quello delle calamità naturali". Il riferimento è al contributo per i consorzi di bonifica, imposizione di analoga natura che già grava sulle tasche di parte dei proprietari di case.
Contro la polizza obbligatoria si erano schierati anche Anci e Antitrust. Il presidente dell'associazione dei Comuni italiani Leonardo Domenici, in una lettera inviata a Gianfranco Blasi, aveva chiesto lo stralcio dalla Finanziaria rilevando come "tale assicurazione aggraverebbe ancora di più il costo delle case, che rappresentano il bene primario per la famiglia, senza aiutare coloro i quali hanno già subito forti danni materiali e psicologici in quanto residenti in zone colpite da eventi calamitosi".
A detta dell’Antitrust, la polizza anti-calamità avrebbe comportato dei costi assicurativi proibitivi nelle zone a rischio. Una posizione contrastata dall’Ania, l’associazione delle compagnie di assicurazione, secondo cui "il sistema proposto, esattamente negli stessi termini, è in vigore in tantissimi paesi: Francia, Norvegia, Spagna, Nuova
Zelanda, Giappone, Danimarca e persino negli Stati Uniti, la patria della concorrenza".
