Un utile guida per ridurre i consumi termici
L'emergenza smog si combatte anche tra le mura domestiche: migliorando la protezione termica degli edifici, è possibile infatti ridurre l'emissione di polveri fini e, di conseguenza, l'inquinamento atmosferico.E a dimostrare che un sano riscaldamento può far bene all'aria sono i dati relativi a Milano: nei mesi estivi, cioè a impianti di riscaldamento spenti, i valori del Pm10 vanno dai 20 ai 40 microgrammi al metro cubo, mentre invece in novembre, dicembre e gennaio - e quindi a impianti di riscaldamento accesi - raggiungono i 50/80 microgrammi al mc, superando la soglia di attenzione.
Inoltre durante le domeniche a piedi quando le persone, restando in casa, utilizzano maggiormente il riscaldamento il tasso di Pm 10 - le cosiddette micropolveri di dimensioni inferiori a 10 micron - aumenta anziché diminuire.
Ciò accade perché la maggior parte degli edifici in Italia non sono isolati o lo sono in modo insufficiente e pertanto richiedono elevate quantità di combustibile per far fronte alle notevoli dispersioni termiche durante il riscaldamento invernale.
Gli esperti, infatti, calcolano che il 75% dell'energia consumata per il riscaldamento domestico viene inutilmente sprecata e che in realtà solo il 25% potrebbe essere richiesto per mantenere un buon comfort, all'interno delle abitazioni.
In Italia la diffusione di materiali coibentanti è piuttosto contenuta. Eppure è dimostrato che un buon isolamento termico permette una riduzione dei consumi energetici fino al 75%, con conseguente diminuzione di emissioni di CO2 e di polveri sottili.
Tra i materiali coibentanti per esempio c'è la lana di vetro, un isolante ecologico e naturale prodotto per oltre il 60% da materiali di riciclo (bottiglie di vetro). Nonostante sia tra i più utilizzati nel mondo, è poco conosciuto in Italia che si pone al penultimo posto in Europa per l'utilizzo di lane minerali con una quota di mercato del 20% contro il 91% della Danimarca, l'82% della Norvegia e l'81% della Svezia. Anche lo spessore medio isolante venduto è molto ridotto rispetto all'Europa: in Francia è di 12 cm mentre l'Italia con 3,3 si trova al terz'ultimo posto seguita da Grecia e Turchia.
Questa situazione trova immediato riscontro sui consumi energetici degli edifici, che incidono di circa il 33% sui consumi totali e del 40-50% sulla produzione di CO2, principale responsabile dei gas serra. In Italia, infatti, il consumo medio annuo di un edificio per metri cubi è di 28 Kwh contro i 19 Kwh della Francia.
