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CASA: allarme ascensori

In Italia meno di un ascensore su 10 è a norma. Ma non per inosservanza delle prescrizioni. Più semplicemente, perché 700 mila impianti sono preesistenti alla principale norma di riferimento del settore, il dpr n. 162 del 30 aprile 1999.
E a fare le spese di questa situazione – nell’anno a loro dedicato - sono soprattutto le persone disabili che non dispongono di impianti adeguati, con cabine progettate e costruite in modo da non ostacolare o impedire l'accesso e l'uso da parte di persone con disabilità fisiche.
Un altro dato allarmante: ogni giorno su 60 milioni di persone trasportate più di 100 rimangono intrappolate. E ogni anno si verificano migliaia di incidenti, alcuni fatali, come quelli di quest’anno a Napoli e Abbiategrasso.

E’ la denuncia emersa in occasione del convegno "Sicurezza in ascensore" organizzato a Roma dalle maggiori associazioni del settore (AssoAscensori, Anacam, Anica e Confartigianato Ascensoristi) per rilanciare la richiesta di una legislazione che garantisca una maggiore sicurezza degli ascensori per gli utenti.

Ad oggi, infatti, la principale norma di riferimento per quanto riguarda la progettazione e l’esercizio degli impianti è la direttiva europea 95/16/CE, attuata in Italia con "Decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162”. Tale direttiva però, stabilisce i livelli di sicurezza solo per gli impianti commercializzati dal primo luglio 1999, che in Italia sono circa 65 mila, escludendo così i 700mila ascensori pre-esistenti.
Non solo. Dei 765mila impianti attualmente presenti in Italia (prima nazione in Europa per numero di ascensori), il 40% è in funzione da più di 30 anni, mentre quasi il 70% non è equipaggiato con le più moderne tecnologie che ne facilitano l’utilizzo da parte di persone anziane e disabili.

Per un graduale adeguamento degli impianti pre-esistenti, le associazioni del settore da tempo chiedono che l’Italia recepisca attraverso un decreto legge la raccomandazione della Commissione Europea (95/216/CE) "sul miglioramento della sicurezza degli ascensori pre-esistenti".
Ma nulla è stato fatto, se non la promessa di un disegno di legge. Strumento che, a detta di Bruno Venditti, Presidente della Confartigianato Ascensoristi, oltre ad avere tempi lunghi, è lacunoso e inadeguato rispetto alle esigenze di sicurezza dei circa 700.000 ascensori installati prima dell’1 luglio 1999.

“Il nuovo provvedimento di legge che vorrebbe risolvere il problema - ha denunciato Marco Bonissone, Presidente AssoAscensori – prevede verifiche straordinarie in periodi che, di biennio in biennio, arrivino a 14 anni dall’entrata in vigore”. Nell’anno europeo del disabile – ha aggiunto Bonissone - “è importante sottolineare che la direttiva europea continua a rimanere disattesa, in quanto i disabili non possono ancora utilizzare gli ascensori installati prima dell’entrata in vigore del D.P.R. del ’99, senza l’ausilio di assistenza o di particolari dispositivi, come previsto dalla norma”.

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