Un 2004 tutto in crescita per il mattone
La sfiducia negli investimenti azionari e obbligazionari sembra essere il miglior alleato per il mercato immobiliare: questi i risultati di un’inchiesta condotta da ADNKRONOS su gruppi e società che operano nel settore. Secondo gli esperti del mercato della casa, dunque, sono stati soprattutto i crac Cirio e Parmalat a ripercuotersi sull’andamento delle compravendite di case. Ne è convinto Toscano: il centro studi del gruppo immobiliare prevede un aumento dei prezzi tra il 5% e il 6%. Una previsione, questa, che scaturisce dall’attuale situazione del mercato finanziario, dalla sfiducia e dall’insicurezza dei risparmiatori.Per confermare questi dati il gruppo ha condotto un sondaggio per tastare
l’orientamento dei risparmiatori italiani. Mentre il 64,2% degli acquirenti compra casa per necessità, ben il 35,8% lo fa per investimento.
Il sondaggio rileva inoltre che un italiano su quattro, esattamente il 25,5%, investe in case per sfiducia nei mercati finanziari. "Si tratta di un cambiamento importante nel settore - sottolinea Toscano - visto che lo stesso sondaggio, effettuato a novembre 2003, cioè prima del caso Parmalat, aveva dato un risultato diverso, facendo prospettare, per il 2004, una tendenza alla
stabilizzazione dei prezzi".
E invece l’aumento dei prezzi nel mercato immobiliare, sarà, secondo Tecnocasa, pari all’8%. Per converso le compravendite registrano una contrazione.
Secondo il responsabile dell’ufficio studi, Guido Lodigiani, le città più care saranno Genova (+12%), Firenze (+10%) e Verona (+10%) al nord e Bari (+11%) al sud. Più modesti gli aumenti nei capoluoghi di provincia dove l’incremento non dovrebbe superare, in media, il 5%.
Del resto, secondo Lodigiani, il mercato immobiliare “è stato influenzato da quello finanziario che ha visto decrescere i tassi di interesse”.
I dati della Banca d’Italia testimoniano la tendenza verso l’aumento dei finanziamenti: da settembre 2002 a settembre 2003 l’incremento sarebbe stato del 21,3%. Per il 2004 gli investimenti in nuove costruzioni dovrebbero crescere dello 0,3%, mentre si prevede un lieve calo (-0.5%) per il comparto residenziale.
L’indagine di ANDKRONOS continua con i dati raccolti dall’ufficio studi Gabetti il cui presidente Alessandro Ghisolfi sostiene che proprio le ultime vicende finanziarie "hanno spostato l’interesse verso il mercato immobiliare".
Rispetto agli altri anni, rileva il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, “gennaio è stato un mese molto vivace perché le difficoltà del mercato finanziario hanno incentivato quello immobiliare”. Un trend che, sottolinea il Cresme, si conferma ormai per il quinto anno consecutivo e che ha portato, dal ‘98 al 2003, ad aumenti che in alcune città sfiorano il 70%.
