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I crac di Parmalat e Cirio spingono il mattone

Anche nel secondo semestre del 2003 i prezzi delle case hanno registrato valori in crescita, con un incremento medio di oltre il 3% (circa il 7% su base annuale). E nel 2004, l'atteso rallentamento del mercato sarà probabilmente rimandato a causa delle crisi Parmalat e Cirio, che continueranno a dirottare capitali dagli investimenti finanziari verso il mattone. A sostenerlo è la Fiaip, una delle principali federazioni nazionali degli agenti immobiliari professionali, nel consueto appuntamento semestrale di presentazione dell'osservatorio sul mercato immobiliare. "I crac della Parmalat e della Cirio - ha spiegato Rocco Attina, vicepresidente Fiaip per il Centro-Nord - potrebbero incidere in maniera notevole sul mercato immobiliare nei prossimi mesi: tali fatti hanno determinato una caduta della fiducia dei risparmiatori già provati dalla crisi della borsa. Inoltre, il mercato immobiliare risulta attraente anche per la redditività dei canoni di locazione". Secondo i dati dell'Osservatorio immobiliare Fiaip, ottenuti grazie a una rete di 1500 rilevatori sull'intero territorio nazionale, nel 2003 i prezzi degli immobili hanno registrato un incremento del 7,03 su base annuale; nel secondo semestre dell'anno la crescita è stata del 3,21%. Per i primi sei mesi del 2004 le previsioni indicano stazionarietà per il 74% del campione. Per il 23%, invece, i prezzi aumenteranno ancora. Sul fronte delle locazioni, nel 2003 la corsa degli affitti si è attestata sul +5,16% su base annuale, mentre la variazione semestrale è risultata in crescita del 2,68%. Nei prossimi sei mesi, oltre il 75% delle rilevazioni indicano un andamento stazionario. Nel corso della presentazione dell'osservatorio, il viceministro alle Infrastrutture Ugo Martinat ha comunicato l'autorizzazione giunta da Bruxelles in merito alla possibilità di applicare l'Iva ridotta al 10%, anziché al 20%, sulle ristrutturazioni edilizie. "Ora - ha detto Martinat - mi auguro che il ministro Tremonti rispetti l'impegno ad applicare la riduzione una volta avuto il via libera dalla Ue". La riduzione dell'Iva al 10% su ristrutturazioni e materiali edili determinerà, secondo il viceministro, anche a fronte dei minori introiti, "un aumento delle ristrutturazioni e delle fatturazioni e darà maggiore impulso all'occupazione".
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