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Caro affitti? Più soldi al Fondo Sociale

Il Governo deve dare risposte certe e sicure al dramma abitativo che si sta abbattendo su tantissime città italiane. Lo chiedono gli oltre 40 deputati del centro-sinistra che hanno sottoscritto una mozione parlamentare sull'argomento. Si intensifica così il pressing sull'esecutivo, già costretto dall'iniziativa dei sindaci delle grandi città a convocare nei giorni scorsi un tavolo di confronto presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

"Il disagio abitativo - sottolineano i parlamentari nella mozione, prima firmataria Gabriella Pistone (Pdci) - ha infatti raggiunto livelli di vera e propria emergenza, tanto che i costi degli affitti sono cresciuti a dismisura, e tenuto conto dei consistenti tagli operati a danno degli enti locali dalle ultime leggi finanziarie, chiediamo al Governo di integrare le risorse assegnate per il finanziamento del Fondo sociale per il contributo all'affitto".

Il punto nodale è proprio il sostegno economico diretto ai nuclei familiari svantaggiati garantito nel passato da questo strumento. "Dal 2001 in poi - denuncia la Pistone - il Fondo sociale per il contributo all'affitto è costantemente diminuito a causa della mancata copertura finanziaria da parte del Governo. Con la legge finanziaria per il 2004 le risorse sono rimaste immutate rispetto al 2003, essendo state confermate nell'importo di 246 milioni di euro annui e del tutto insufficienti rispetto al reale fabbisogno, quantificato in 571 mln di euro, in quanto non scontano neppure l'aumento necessario per recuperare l'andamento del tasso di inflazione".

La mozione, sottoscritta da tutti i gruppi del centro-sinistra, "impegna il Governo ad integrare le risorse assegnate per il finanziamento, riportandole al livello del 2001, in modo da garantire ai Comuni, e in particolare a quelli cui si registra la più forte tensione abitativa, la possibilità di soddisfare le numerosissime richieste di cittadini che, pur trovandosi in gravi condizioni abitative, allo stato non possono veder soddisfatte le proprie esigenze".

I dati sembrano confermare lo stato di vera emergenza. "Dal 1999 non ci sono più fondi per realizzare case di edilizia pubblica - afferma il segretario nazionale del Sicet (sindacato inquilini della Cisl) Ferruccio Rossini - e occorrerebbero almeno due milioni di alloggi popolari per soddisfare le esigenze delle famiglie più deboli, mentre ora ne abbiamo solo 720 mila".
"La Francia, che ha una popolazione come la nostra  - prosegue Rossini - ha ben tre milioni e mezzo di case popolari e il Regno Unito, che ha una popolazione inferiore a
quella dell'Italia, ne ha oltre quattro milioni".

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