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Condono edilizio: uno specchietto dopo la proroga

Il Consiglio dei ministri ha varato l"annunciata proroga del condono edilizio. Il termine per aderire slitta dal 31 marzo al 31 luglio 2004 e entro questa data va versata anche la prima parte dell"oblazione; slittano anche i termini di pagamento della seconda e terza rata, al 30 settembre e al 30 novembre.
"Con questo intervento – spiega una nota di Palazzo Chigi - il Governo intende rendere più agevole per i cittadini l"accesso al condono, consapevole che il quadro di incertezza normativa in materia abbia indotto gli interessati ad un comportamento prudente per cui il numero delle definizioni agevolate richieste fino ad oggi risulta sensibilmente inferiore a quello stimato".

Vediamo come si prospetta il quadro in materia alla luce del provvedimento dell"esecutivo e dei ricorsi delle Regioni pendenti alla Corte costituzionale:

Proroga secca di 4 mesi
Trattandosi di una mera proroga nulla cambia per quanto riguarda tutti gli aspetti della sanatoria, ferme restando le possibili modifiche che potranno in ogni caso essere apportate dal Parlamento nell"iter della conversione del decreto in legge.

La Consulta e il ruolo delle Regioni
La materia è oggetto di contenzioso e sono diverse le Regioni che hanno già adottato deliberazioni e ricorsi alla Corte costituzionale per ostacolare la sanatoria sul loro territorio.
Di fatto la sanatoria edilizia resta dunque "sospesa" fino alla sentenza della Corte Costituzionale, attesa per l"11 maggio.

Modalità di pagamento
Le domande per accedere al condono edilizio possono essere redatte utilizzando l"apposito modello (oltre che sulla Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2003, reperibile nei siti Internet del Dipartimento delle politiche fiscali,
www.finanze.gov.it, dell"Agenzia delle entrate, www.agenziaentrate.gov.it, e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, www.infrastrutturetrasporti.it).
In caso di più illeciti, bisognerà presentare tante domande quanti sono gli abusi.
Oltre al modello F24, il pagamento dell"oblazione può essere eseguito utilizzando il bollettino di conto corrente postale a tre sezioni indicando: il numero di c/c postale 255000 intestato a Poste italiane, l"importo, gli estremi identificativi e l"indirizzo del richiedente, il Comune dove è ubicato l"immobile, il numero progressivo indicato nella domanda relativa al versamento, il codice fiscale del richiedente.

Opere abusive su area del Demanio
Per gli abusi edilizi realizzati su territorio demaniale, oltre alla presentazione al Comune competente della domanda di definizione deve essere presentata dal soggetto legittimato alla filiale dell"Agenzia del Demanio territorialmente competente, apposita domanda volta ad ottenere la disponibilità dello Stato a cedere, a titolo oneroso, l"area su cui insiste l"opera ovvero a garantire il diritto al mantenimento dell"opera sul suolo statale.

Quanto costa
Sono condonabili solo le opere realizzate prima del 31 marzo 2003.
Sarà possibile sanare ampliamenti alle costruzioni non superiori al 30% o alternativamente ai 750 metri cubi. Per le nuove costruzioni la volumetria non deve comunque superare i 3.000 metri cubi.
L"oblazione è legata a diverse variabili: tipologia dell"abuso, opera su area demaniale, numero di abitanti del Comune. In ogni caso per un abuso "normale" (ampliamento o opera realizzata in difformità del titolo abitativo edilizio o in assenza di piano regolatore) si pagano da un minimo di 60 a un massimo di 150 euro al metro quadrato.
Per gli abusi che si siano tradotti in una manutenzione o restauro dell"immobile l"oblazione è a forfait (da un minimo di 516 ad un massimo di 3.500 euro). A questo vanno aggiunti gli oneri concessori (da un minimo di 18 euro mq) e il costo dell"area se si è costruito su terreno pubblico.
Le Regioni potranno anche incrementare fino ad un massimo del 10% l"oblazione e possono raddoppiare gli oneri di concessione.
Si paga in 3 rate (il 30% entro il 31 luglio 2004, poi entro il 30 settembre e il 30 novembre di quest"anno).

Chi è escluso
Non potranno beneficiare del condono edilizio i soggetti condannati per mafia o riciclaggio, e quelli che hanno realizzato opere per le quali non è possibile apportare adeguamenti anti-sismici. Esclusi dalla sanatoria anche gli abusi realizzati su immobili che costituiscono monumento nazionale.

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