Agenzie immobiliari: Maximulta dall'Antitrust
Abuso di posizione dominante. Questo il verdetto dell'Antitrust in merito all'indagine conoscitiva avviata nei confronti delle tre principali associazioni di intermediazione immobiliare: Fiaip, Fimaa e Anama, alle quali sono state comminate multe rispettivamente pari a 130.000 euro, 10.000 euro e 1.100 euro.Sotto accusa i codici deontologici delle associazioni, nel punto in cui stabilivano tetti massimi e minimi per le provvigioni spettanti agli agenti immobiliari per i servizi resi. Questo 'patto a 3', secondo l'Autorità garante del mercato, riguardando le associazioni più rappresentative del settore, costituisce un'intesa che altera in maniera consistente la concorrenza.
Nel provvedimento dell'Antitrust, pubblicato sull'ultimo Bollettino, si afferma che il coordinamento orizzontale sui prezzi costituisce una violazione della normativa antistrust "particolarmente grave" e annulla così il confronto sul prezzo tra i vari operatori. Una colpa resa ancora più grave per la consistenza delle associazioni alle quali aderisce una quota rilevante del totale degli agenti immobiliari. Risultano infatti iscritti alla Fiaip (federazione italiana agenti immobiliari professionali) circa 14.800 mediatori immobiliari, alla Fimaa (federazione italiana mediatori agenti d'affari italiani) circa 20.000 e all'Anama (Associazione nazionale agenti e mediatori d'affari) circa 9.000. Se si considera che sono circa 70.000 gli iscritti ai ruoli degli agenti d'affari in mediazione immobiliare in tutte le province italiane, la Fiaip rappresenta circa il 21% dei mediatori, la Fimaa circa il 29% e l'Anama circa il 13%.
L'istruttoria era stata avviata nel dicembre 2000 a seguito di una segnalazione da parte del Comando Nucleo Speciale Tutela Concorrenza e Mercato della Guardia di Finanza, in cui veniva evidenziato come i codici deontologici di tali associazioni contenessero disposizioni che fornivano, di fatto, indicazioni di prezzi minimi e massimi delle provvigioni spettanti agli
agenti immobiliari per i servizi resi.
Inoltre, l'Antitrust sottolinea "la lunghissima durata delle intese" in quanto "la versione del codice deontologico oggetto del procedimento risulta in vigore quantomeno dal 1997 ad oggi". Fa eccezione solo l'Anama che a novembre 2003 ha modificato il proprio codice deontologico rimuovendo le infrazioni contestate dall'Antitrust. Dato che e' stato considerato come "attenuante" al momento della decisione delle multe da comminare alle singole associazioni.
La decisione del Garante è stata accolta con favore da Altroconsumo, che nel settembre scorso aveva portato a conoscenza l'Authority dei risultati di un'indagine svolta in 250 agenzie nelle città di Bari, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Roma, Torino. Dall'indagine era emerso che "la quasi totalità delle agenzie applicava una provvigione uniforme pari al 3% del valore dell'immobile, annullando così la possibilità di scelta del mediatore più conveniente da parte di venditori e compratori dell'immobile."
L'associazione indipendente di consumatori segnala inoltre un'altra anomalia tipica del mercato italiano: il raddoppio della provvigione cioè la commissione fatta pagare sia al venditore che al compratore, pratica assente in paesi come Francia, Spagna, Portogallo e Belgio.
