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Cartolarizzazione-bis: ottenuto il si alla Camera ora si passa al Senato

Il decreto legge sulla cartolarizzazione degli immobili pubblici ha incassato alla Camera il primo sì e ora passa all'esame del Senato. Il provvedimento, su cui il governo aveva messo la fiducia provocando un durissimo scontro con la Lega, è stato approvato con 263 voti favorevoli ed il no compatto di 201 deputati del centrosinistra, mentre in quattro si sono astenuti.
Il decreto, secondo quanto era stato stabilito con l'ultima Finanziaria, consente l'applicazione dei prezzi di vendita ai valori di mercato del 2001, se gli inquilini interessati avevano manifestato la volontà di acquistare entro la fine di ottobre dello stesso anno.
Le misure approvate da Montecitorio stabiliscono inoltre che gli anziani ultrasessantacinquenni e le famiglie con portatori di handicap, che non sono in grado di acquistare la casa, ne mantengono il diritto di usufrutto. Una norma questa contenuta in una proposta di modifica delle opposizioni, assorbita nel maxiemendamento del governo.

Il provvedimento, ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Maria Teresa Armosino, "dà esecuzione ad una volontà del Parlamento" che il Governo "è tenuto a recepire" se si vuole condurre in porto l'operazione di cartolarizzazione Scip2.
Infatti il decreto recepisce una norma votata con la Finanziaria 2004, contro il parere del Governo, che stabilisce di applicare il prezzo di vendita fissato nel 2001 con la prima operazione di cartolarizzazione, anche agli immobili pubblici cartolarizzati nel 2003 con l'operazione Scip2.
"Il decreto - aggiunge Armosino - serve dunque a dare copertura ai risarcimenti, perché abbiamo incassato ai prezzi del 2003 e dobbiamo dunque restituire la differenza con i prezzi del 2001. Se non si adempie a questa indicazione del Parlamento c'è il rischio di pregiudicare tutta l'operazione Scip 2".

Ma in cosa consiste la Scip-2? Si tratta di una maxi-dismissione di immobili pubblici. Oltre 50mila gli alloggi in vendita e circa 10mila unità ad uso commerciale. L'operazione - la più grande mai realizzata in Europa - dovrebbe portare alle casse dello Stato 6.637 milioni di euro ma i ricavi cumulati al 31 dicembre 2003 - si legge nell'ultimo rapporto trimestrale - sono stati pari a soli 693 milioni di euro.
Con l'operazione è stata di fatto privatizzata la totalità degli immobili ad uso residenziale degli enti previdenziali coinvolti (Enpals, Inail, Inpdai, Inpdap, Inps, Ipost e Ipsema), attraverso la vendita a una società veicolo (Scip2) che emette le obbligazioni, per lo stesso importo, girando poi i ricavati al Tesoro.

Oltre metà degli alloggi in dismissione (il 52,4%) è localizzato a Roma. Al secondo posto, ma ben distaccata dalla Capitale, c'è Milano con l'8,5% degli alloggi; seguono Bologna (3%), Napoli (2,9%), Genova (2,5%); nel resto d'Italia il 30% delle case. Oltre il 93% delle unità residenziali (circa 89 metri quadrati la superficie media) erano o sono affittate.
Il Tesoro sta già preparando Scip3, una nuova operazione di cartolarizzazione per la vendita di 4.500 alloggi della Difesa e di terreni demaniali.

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